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La crisi nell’edilizia savonese: in 7 anni imprese dimezzate, persi la metà degli occupati

Savona. “In sette anni, il savonese ha perso oltre la metà della forza lavoro e il numero delle imprese si è dimezzato. Duemila persone non hanno più occupazione nel settore edilizio e complessivamente il monte salari si è ridotto di 17 milioni di euro con relativa riduzione del potere di acquisto delle famiglie. Ma considerato che il settore induce un moltiplicatore economico parti a 1,8 volte il valore primario, il contributo all’economia delle famiglie savonesi, tra ricadute dirette e indirette, è diminuito di oltre 30 milioni di euro in sette anni”. Lo afferma Gianfranco Gaiotti, presidente dell’ANCE – Associazione Costruttori Edili di Savona.

L’analisi sull’attuale momento dell’edilizia è stata l’oggetto dell’Assemblea annuale della Sezione Edili dell’Unione Industriali, nella quale gli addetti ai lavori hanno rivolto un monito netto al mondo della politica: “Perché il comparto possa essere nuovamente trainante per l’economia, urgono una serie organica di interventi che però potranno avere effetti solo nel medio periodo. Quello che può essere fatto subito a costo zero è la razionalizzazione e semplificazione delle normative, da rendere più efficaci, chiare, semplici e snelle. Questo, con l’obiettivo che il momento decisionale, avvenga nei tempi previsti, dando certezza agli operatori, sia che si tratti di iniziativa pubblica o privata”.

“Il futuro, in edilizia, si chiama ristrutturazione e riqualificazione urbanistico-edilizia e ambientale, efficientamento energetico e adeguamento tecnologico: affermazioni quali ‘costruire sul costruito’ rappresentano per ora soltanto slogan, per la mancanza di normative specifiche e incentivi atti a sostenere economicamente queste operazioni. Restiamo convinti che il rinnovamento delle città e la riconversione di aree degradate o abbandonate, possa rappresentare la strada ove indirizzare il settore, garantendo lavoro per molti anni. Anche qui, però regole, costi e tempi certi per chi investe. Oggi queste mancano” aggiunge Gaiotti.

“Nonostante una crisi senza precedenti, intorno all’edilizia ruota ancora più di una famiglia su dieci, eppure la difficoltà delle nostre imprese pare interessare poco. Gli operatori del settore chiedono una svolta al mondo politico, ma sottolineano pure alcuni segnali positivi all’interno del territorio savonese: Alcune amministrazioni comunali si sono dimostrate sensibili alla gravità del momento, e ci hanno incontrati per ragionare insieme sulle possibili azioni da mettere in atto per rivitalizzare il settore, nell’intento anche di non perdere le occasioni di finanziamento offerte dai programmi comunitari”.

Poi il messaggio finale: “Da parte nostra, c’è una chiara volontà a confrontarci affinché l’impresa edile venga percepita come strumento in grado certamente di muovere l’economia, ma soprattutto di migliorare il contesto in cui viviamo, nell’interesse collettivo. Finché non cambia questo atteggiamento, faremo poca strada” conclude il presidente Ance Savona.

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