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Il territorio può vincere sul cemento, a Borgio Verezzi nuovo parco pubblico al posto di una villa fotogallery

La battaglia dell'associazione Agorà contro la variante al Puc

Borgio Verezzi. Una vittoria della tutela del territorio e dell’ambiente contro il cemento. Arriva da Borgio Verezzi grazie alla battaglia dell’associazione “Agorà” che ha portato alla realizzazione di un nuovo parco pubblico per la cittadinanza, invece che la costruzione di una villa familiare come era stato previsto da una variante del Puc comunale approvata nel novembre 2012 e al centro di aspre polemiche nella località del ponente savonese.

parco Borgio

Due anni e mezzo ed ecco che il parco pubblico in località Belotto è ormai pronto: ultimi lavori e ritocchi e sarà aperto al pubblico. “La qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso ma una necessità, è il miglior intervento per il futuro e non si può barattare l’interesse pubblico con il profitto di pochi”, afferma la presidente dell’associazione Anna Porrini.

Proprio l’opposizione da parte dell’associazione Agorà aveva portato gli enti competenti a tutte le valutazioni del caso. E proprio dal sopralluogo della Soprintendenza è emerso un “intervento edilizio eccessivamente trasformativo dei luoghi, senza contare che il progetto si pone in antitesi con il vincolo ministeriale che dichiara di notevole interesse pubblico il territorio di Borgio Verezzi. Il parco rappresenta, invece, la fusione tra l’espressione della natura, con la sua vegetazione, e l’opera dell’uomo, i terrazzamenti a secco presenti nell’area”.

“Come associazione Agorà esprimiamo soddisfazione per aver contribuito a salvaguardare questo angolo di natura a Borgio Verezzi, in una zona già interessata da diverse opere e costruzioni” aggiunge il presidente dell’associazione.

“Sono stati rilevati errori di assetto normativo oltre ad un eccessivo consumo del territorio, per questo il progetto è stato stoppato e così il costruttore ha completato quel parco pubblico già previsto come onere di urbanizzazione per altre edificazioni prima della contestata variante del Puc. Insomma, le cose sono andate a posto”.

Ma ora l’associazione “Agorà” va oltre e punto il dito ancora una volta sul progetto edilizio delle nuove case sopra le Grotte Valdemino, un progetto che era già stato bocciato dalla Regione e che è stato riformulato in una forma meno impattante e con meno volumetrie: “Su questo c’è stata una approvazione in Consiglio comunale della pratica, con il Comune che conferma la volontà di costruire. Noi diciamo sempre no, in quanto non ci sono le condizioni territoriali, ambientali e paesaggistiche per un intervento di quel genere: anche in questo caso siamo pronti a dare battaglia, tuttavia pensiamo che saranno ancora gli enti competenti a stoppare questo progetto” conclude Anna Porrini.

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