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Il processo Borgna via da Savona? L’imputata presenta istanza di remissione davanti ad altro tribunale

La decisione sulla richiesta dell'imputata sarà presa dalla Corte di Cassazione

Savona. Il processo all’avvocato Cinzia Borgna potrebbe essere celebrato lontano da Savona. Questa mattina in tribunale si è registrato infatti un colpo di scena: i difensori hanno comunicato al Collegio che l’imputata ha presentato alla Corte di Cassazione un’istanza di rimessione davanti ad altro tribunale.

Alla luce di questa decisione i giudici hanno preferito sospendere il processo in attesa del pronunciamento della Corte Suprema che, per legge, dovrebbe arrivare entro trenta giorni (l’istanza è stata presentata lo scorso 24 febbraio). Se da Roma l’istanza verrà accolta il processo all’avvocato Borgna, che deve rispondere delle accuse di peculato e falso ideologico, non verrà più celebrato nel tribunale di Savona, ma in un’altra sede.

La scelta di presentare l’istanza è stata motivata dal sospetto che, in questa sede giudiziaria, potessero crearsi alcuni conflitti visto che le amministrazioni di sostegno finite nel mirino della Procura erano state avvallate dai giudici tutelare del tribunale di Savona (lo stesso del collegio giudicante). Inoltre, l’avvocato Borgna (che è difesa dall’avvocato Andrea Vernazza insieme al collega Fausto Mazzitelli), nella sua istanza, avrebbe parlato di “ostruzionismo” ad accedere agli atti relativi al procedimento da parte del tribunale civile. Di qui la scelta di chiedere che il processo venga celebrato altrove come previsto dall’articolo 45 del codice di procedura penale.

Secondo la Procura (le indagini erano state coordinate dal pm Cristiana Buttiglione), l’avvocato Borgna avrebbe sottratto 750 mila euro dal patrimonio di due anziani dei quali era amministratore di sostegno, con spese e acquisti non giustificati. La tesi degli inquirenti infatti è che l’imputata abbia utilizzato i soldi di una delle anziane di cui era tutrice per coprire spese personali (in particolare alcuni interventi eseguiti nella sua villa di Boissano).

Nel mirino erano poi finite anche le altre amministrazioni gestite dall’avvocato Borgna, molte delle quali al momento dell’arresto (a maggio 2013) erano state “lasciate” da più di un anno.

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