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Il 22 marzo la Giornata dell’Acqua: nel savonese spreco idrico del 19%

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Savona. 320 euro: a tanto ammonta il costo annuale in Abruzzo, rispetto ai 355 euro di media nazionale. In testa Genova con 442 euro e una variazione del 6,5% rispetto al 2013; segue La Spezia (415 euro), con una variazione dello 6,5 % rispetto al 2013. Lo stabilisce l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per il decimo anno consecutivo ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014.

L’indagine ha rilevato una spesa maggiore nelle regioni centrali che si caratterizzano per tariffe più alte con 468 euro annuali. Le principali variazioni rispetto al 2013 si riscontrano nell’area settentrionale (+6,8%), segue l’area centrale (+6,3%) e quindi quella meridionale (+3,1%). Fra i capoluoghi di provincia, le città più care sono Firenze, Pistoia e Prato con 563 euro. Il primato positivo va ad Isernia (€ 120, tariffa invariata rispetto all’anno precedente); segue Milano con i suoi €136 (ed un aumento dell’8,7%). I maggiori incrementi rispetto all’anno precedente si registrano a Latina e Cuneo (+17%).

Non è migliore il dato sulla dispersione idrica: in Italia in media il 37% dell’acqua immessa nelle tubature va sprecata, in aumento di tre punti percentuale rispetto al 2013.

In Liguria si registra una dispersione idrica media del 28%. Lo spreco maggiore si registra a La Spezia e Imperia (33%); segue Savona (19%). Le maggiori criticità si verificano nelle aree meridionali del Paese, contraddistinte da perdite ben al di sopra della media nazionale: spiccano in negativo Calabria (60%) e Basilicata (58%). Relativamente più virtuose la Valle d’Aosta con il 20% di dispersione, Marche e Trentino Alto Adige con il 26%.

Si riscontra la presenza di agevolazioni tariffarie nel 56% dei casi (per reddito, numero di familiari o contributo forfettario). Non è il caso della Liguria, dove non vi sono particolari facilitazioni o aiuti alle famiglie. La situazione resta molto disomogenea nelle diverse aree del Paese e le misure risultano essere spesso poco incisive.

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