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I retroscena che hanno portato all’arresto di Francesco Fotia e Igor Barbino

Tutto sarebbe nato da un incidente su una moto d'acqua, nel quale la vittima era rimasta gravemente ferita

Savona. Emergono i dettagli che hanno portato all’arresto con l’accusa di tentata estorsione aggravata di Francesco Fotia, classe ’73, fratello dell’imprenditore Pietro, e del coetaneo Igor Barbino, mentre Giuseppe C., nipote di Francesco, è stato invece colpito dalla misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa. All’origine del tentativo di estorsione ci sarebbe la volontà di riscuotere da parte di Francesco Fotia un presunto debito di 50 mila euro.

I fatti. Nel luglio dello scorso anno la parte offesa, che come dichiarato da Pietro Fotia era il cuoco nel ristorante savonese dell’imprenditore, aveva subito un grave incidente a bordo della moto d’acqua di proprietà dei Fotia stessi, guidata da Barabino, riportando una lesione spinale e rischiando la paralisi.

Il cuoco, costretto a una lunga degenza ospedaliera, ha quindi ricevuto dall’assicurazione un risarcimento danni di 50 mila euro: e sarebbero proprio questi i soldi che, secondo quanto ricostruito dagli agenti della squadra mobile della questura savonese, Fotia avrebbe preteso indietro.

Nel dicembre 2014 il cuoco è stato assunto in un ristorante a Montecarlo, ed è qui che Fotia, su segnalazione di Barbino, accompagnato dal nipote si sarebbe recato in due occasioni, il 16 e il 18. Proprio nel corso della seconda trasferta nel Principato Fotia incontra il cuoco. “Dammi i soldi altrimenti sai cosa ti facciamo, se tieni a tua madre e a tua figlia tira fuori i 50 mila euro“: queste le minacce che sarebbero state messe nero su bianco nella denuncia rilasciata nella questura savonese poco prima di Natale. Sempre stando a quanto raccontato dal cuoco Fotia avrebbe anche mimato il gesto di avere un’arma nella parte posteriore dei pantaloni.

Le pressioni non sono però cessate, con un secondo episodio accaduto a Savona il 31 dicembre, quando la parte offesa era attesa nello studio di un notaio di Savona assieme a Barbino e ad altri soci, estranei alla vicenda, per la cessione di alcune quote in una società. Barbino approfittò dell’appuntamento per informare Fotia della presenza in città dell’uomo, che una volta giunto a Savona e capito cosa sarebbe successo si è allontanato senza portare a completamento la pratica presso il notaio.

Questa mattina sono scattate le manette, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Savona.

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