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Guardia Costiera, sbarchi: rinforzi dalla Liguria. L’ammiraglio Melone: “Massimo sforzo per fronteggiare l’emergenza” fotogallery

Liguria. Anche dalla Liguria e dal savonese arrivano i rinforzi per gli uomini della Guardia Costiera impegnati per affrontare l’emergenza sbarchi a Lampedusa e nel mar Meduterraneo, con la moltiplicazione degli interventi e soccorsi in mare che vedono impegnate le motovedette della Capitaneria di Porto.

targa molo giano

“Le 300 unità a disposizione in Liguria, a rotazione, sono proprio impiegate nel mare della Sicilia e sud del Mediterraneo – afferma l’ammiraglio Vincenzo Melone, comandante della Guardia Costiera in Liguria, oggi a Loano per l’inaugurazione di una targa dedicata alle vittime del Molo Giano a Genova -. Spesso si tratta di attività molto complesse da un punto di vista nautico, in condizioni difficili e su imbarcazioni dalla precaria sicurezza: i numeri parlano di almeno 20 interventi di soccorso al giorno, la maggior parte di notte e con condizioni marine assai complesse e rischiose”.

“E’ chiaro che c’è una situazione di emergenza, stiamo affrontando un evento biblico con migliaia di arrivi dai Paesi del Nord Africa, ed in particolare dalla Libia, tramite la direttrice italiana: tuttavia, grazie al coordinamento organizzativo, di uomini e mezzi, messo in atto dalla Capitaneria di Porto a livello nazionale stiamo operando al meglio sui tratti di mare interessati dall’arrivo di questi immigrati. Per questo è giusto onorare il prezioso lavoro svolto dalla Guardia Costiera”.

Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Non si capisce perché dobbiamo attrezzarci per ricevere passivamente un milione di immigrati clandestini aspettandoli a 10 miglia dalle coste libiche. La Guardia costiera non ha funzioni umanitarie ma di controllo e pattugliamento. Il problema è che li mandano a fare altro. Siamo costretti a soddisfare i voleri dei trafficanti di esseri umani dell’ISIS, terrorizzati dalla pressione de media. Questa gente non è quasi mai in fuga per motivi politici ma cerca solo la via più veloce e logica (rischi oggettivamente oramai bassi) per arrivare in Europa senza alcuna barriera. Ci pensa l’Italia a svolgere il servizio.