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Finale, le minoranze consiliari organizzano un incontro sul Sivori: “E’ arrivata ora di fare chiarezza”

Finale Ligure. Un incontro per fare chiarezza sul Teatro Sivori. E’ quello organizzato dalla minoranza consiliare di Finale Ligure per giovedì 2 aprile alle 21 in sala Gallesio. Verranno presentati documenti e testimonianze per ricostruire “le motivazioni per cui la città di Finale Ligure ha perso ben un milione e centomila euro di finanziamenti per il restauro del suo storico teatro: il Sivori”.
“La vicenda del Sivori – fanno sapere i gruppi di minoranza – è troppo importante e seria perché su di essa circolino opinioni contrastanti e tutta la vicenda rimanda senza una spiegazione vera e convincente. Proponiamo anche al sindaco di partecipare a questo confronto democratico, aperto alle domande dei cittadini e dei giornalisti per poter finalmente accertare la verità. Le opposizioni in ogni caso ci saranno: ricostruiremo la storia del teatro e dei finanziamenti dei restauri con documenti e testimonianze”.

Ricordano ancora: “Con il Sivori Finale Ligure ha perso l’occasione storica di restaurare il suo prozioso teatro, la possibilità di rendere più bella la città e l’occasione di dare lavoro per un totale di un milione e 500 mila euro ad un settore in crisi come quello dell’edilizia. Un smacco che non può restare senza spiegazioni”.

Il consigliere Michele Menardi Noguera ricorda la storia del Sivori: “Nel ponente ligure, Finale Ligure risalta come uno dei pochi centri che possono vantare la presenza di ben due teatri storici ed una tradizione musicale e teatrale che risale addirittura agli inizi del XVIII secolo. Tra il Settecento e l’Ottocento si utilizzarono diversi spazi tra cui anche un salone nel Collegio Ghiglieri. Il desiderio di dotare la città di Finalmarina di un vero teatro era però molto forte come dimostra-no molti documenti conservati nell’Archivio Storico Comunale. A più riprese (1811, 1839, 1842, 1850) si propose l’edificazione di un teatro ma i progetti si concretizzarono solo nel 1865 allorché veniva steso il Programma per la costruzione di un teatro. Il progetto venne affidato al giovane ingegnere finalese Giorgio Finocchio. Il nuovo teatro edificato tra il maggio 1867 e il dicembre 1868 poteva contenere circa 400 persone distribuite tra la platea e tre ordini di palchi (18 palchi al primo ordine, 19 al secondo, 17 al terzo) e fu dedicato a Camillo Sivori (1815-1894) grande violinista, unico che Nicolò Paganini riconoscesse come proprio allievo. Per la decorazione del teatro ci si rivolse ad artisti affermati. Antonio Brilla (1813-1891), scultore savonese, realizzò le sculture della facciata, Luigi Baroni ‘pittore d’ornato’ genovese curò le decorazioni interne. Il Sipario Principale fu affidato invece al genovese Giovanni Quinzio (1832- 1918). Quest’opera rappresenta il trionfo di Camillo Sivori ed è uno dei pochi sipari conservati in Liguria. I fratelli Mario e Giuseppe Moscino, attivi in Genova, furono incaricati di realizzare le opere di scenografia. L’inaugurazione fu fatta naturalmente da Camillo Sivori con un memorabile concerto il 20 dicembre 1868”.

Il solco era tracciato: “Per lunghi anni il Sivori sarebbe diventato la sede ideale di ogni attività di tipo ricreativo e culturale, ospitando di volta in volta spettacoli di prosa, stagioni operistiche, concerti, operette, spettacoli d’arte varia molto in voga all’epoca ed i famosi veglioni carnevaleschi, brillanti e festose occasioni in cui venivano coinvolti anche molti  abitanti dei comuni vicini. Spesso le Drammatiche Compagnie prima di giungere a Finale, e quindi proseguire per la Riviera di ponente, calcavano le scene del Chiabrera. Gradualmente, grazie ad una programmazione più continua e di maggior qualità, il Teatro Sivori finì per sostituirsi al vecchio Aycardi come principale polo teatrale della zona. Con una felice integrazione tra musicisti professionisti e dilettanti della locale filarmonica vennero realizzate le più importanti opere del repertorio melodrammatico (Rigoletto, Traviata, Trovatore, Un ballo in maschera, Ernani, Sonnambula, Don Pasquale, Lucia di Lammermoor, Andrea Chénier, Barbiere di Siviglia, Bohème, Pagliacci, Favorita, Elisir d’Amore, Cavalleria Rusticana, Faust, Puritani, Norma, etc.)”.
Ma seguirono anni bui: “Il teatro fu utilizzato fino al 1956 allorché venne dichiarato inagibile. Seguirono lunghi anni di abbandono. Un momento di svolta decisivo è rappresentato dalla declarazione di tutela posta dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Monumentali della Liguria nel 1985. Nel 1989 nasce l’Associazione Amici del Teatro Sivori che per molti anni conduce una forte campagna i sensibilizzazione sul tema del recupero dei teatri storici oltreché salvare materialmente il soffitto del teatro intervenendo ogni volta che pioveva. Dapprima, con l’amministrazione è stato quasi un braccio di ferro, ma l’associazione forte di 800 iscritti ha retto bene, poi finalmente con l’arrivo del sindaco Cervone nel 1996 le cose si sbloccarono. Le banche fecero la loro parte e il comune anche, partirono i restauri; mille problemi, si fa il tetto, la facciata viene restaurata due volte per errori della ditta nella palificazione del corpo nuovo; all’interno si succedono operatori non sempre all’altezza poi finalmente palchi e soffitto vengono restaurati come si deve. Poi tutto si blocca per mancanza di fondi”.

Passano gli anni: “Nel 2009 il sipario restaurato (almeno quello è salvo) viene collocato nell’Auditorium di Santa Caterina. Il corpo nuovo, quello che deve accogliere le strutture tecniche e tutto ciò che manca al vecchio teatro sta lì per degli anni a segnalare la grande incompiuta.
2009: viene annunziato il finanziamento dall’assessore della Regione Liguria. Nel 2015 Finale ha perso un milione e centomila euro di finanziamento per il Teatro”.

Commenti

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  1. Scritto da luigidamo

    Volevo ricordare che alla fine degli anni 50 e nei primo anni 60 il teatro veniva ancora utilizzato per le prove settimanali della Rumpe e Streppa