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Ex Baglietto, tre offerte sotto esame e lunedì assemblea con gli operai

Sulle scelte occorre fare in fretta perché la proroga della cassa integrazione scadrà il prossimo 31 maggio e in questi mesi sono usciti dall'organico quattro lavoratori

Varazze. Un’assemblea congiunta lavoratori, Rsu, liquidatore fallimentare e commissari del tribunale di La Spezia è stata convocata per lunedì prossimo nell’ex cantiere Baglietto di Varazze. Verranno illustrate le tre offerte che sono state presentate da tre aziende per rilevare il ramo d’azienda dei cantieri navali varazzini. Condizione sine qua non per la cessione è infatti quella di assorbire il personale (attualmente sono 15 i lavoratori ex Baglietto in organico ndr).

La settimana scorsa scadevano i termini per la presentazione delle offerte, oggi li liquidatore Federico Galantini ha annunciato la volontà di convocare l’assemblea con le maestranze. Quindi si entrerà anche nel merito tecnico dell’offerta che è stata presentata prima di assumere una decisione finale.

Tre le aziende, la Marina di Varazze, l’Alfa Shipyard di Varazze e la Nisida del Gruppo De Vizia di Roma interessate al sito produttivo. “Speriamo sia davvero la volta buona perché attendiamo una notizia positiva da almeno cinque anni”, afferma Massimo Pesce, delegato Rsu Uil degli ex cantieri navali Baglietto.

Dal 2010 gli ex cantieri Baglietto sono inattivi. All’epoca i lavoratori diretti erano una quarantina, ora in pianta organica ne sono rimasti 15, tutti in cassa integrazione fino al prossimo mese di maggio.

Due delle tre aziende erano state bocciate nei due bandi precedenti (Marina di Varazze e Nisida ndr). “Per la Marina di Varazze e l’Alfa – precisa il delegato della Rsu – possiamo dire che i loro obiettivi sono stati perfezionati e ci sono stati illustrati anche in un recente incontro avuto proprio a Varazze. Quello che riteniamo fondamentale, al di là delle buone intenzioni, è che le società disposte a rilevare il ramo d’azienda si facciano carico anche delle maestranze e che poi presentino un piano industriale serio e concreto”.

Sulle scelte occorre fare in fretta perché la proroga della cassa integrazione scadrà il prossimo 31 maggio e in questi mesi sono usciti dall’organico quattro lavoratori..

Guarda con grande interesse alla vertenza Baglietto anche il sindaco Alessandro Bozzano: “Speriamo che le offerte presentate  rispettino le reali necessità per far ripartire il cantiere fermo da cinque anni. Come Comune restiano in stato di allerta perché più volte abbiamo sottolineato che quell’area è e deve rimanere ad uso cantieristico e non vi possono essere alternative. Mi auguro che questo terzo bando possa davvero raggiungere gli obiettivi che tutti ci siamo prefissati e che anche le maestraenze possano riprendere a lavorare”. In quel caso per far ripartire a pieno regime l’attività, secondo la Rsu, sarebbero necessari almeno cinque-sei mesi e quindi se ne riparlerebbe dopo l’estate 2015.

Prima di questo bando ne erano stati pubblicati altri due ed entrambi alla fine era stati archiviati perché le istanze di acquisizione erano state ritenute insoddisfacenti. Nella prima gara, avvenuta a dicembre, con base d’asta in un milione e 800 mila euro. Si presentò solo la spezzina Italtecnic Srl., con offerta inferiore al prezzo minimo, rigettata dal liquidatore Federico Galantini.

Il 26 gennaio scorso era stato pubblicato un nuovo avviso, a offerta libera, cui hanno partecipato “Marina di Varazze” di Paolo Vitelli, patron di Azimut Yacht-Benetti e la “Nisida” del Gruppo De Vizia. Ma Federico Galantini non era stato soddisfatto degli atti presentati dalle due aziende perché, a suo parere, non avevano sufficienti garanzie industriali e occupazionali per i dipendenti rimasti in organico.

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