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Economia: artigianato alimentare in crescita in Liguria. Il savonese maglia nera: -1.2 per cento

Regione. Manca poco più di un mese a Expo 2015 e la Liguria si presenta alle porte dell’esposizione universale dal tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” con un artigianato alimentare in leggera crescita dello 0,1 per cento.

Settore che, in Liguria, può contare su 3.119 realtà. Secondo l’ufficio studi Confartigianato su dati Istat, nel terzo trimestre 2014 la crescita italiana, che coinvolge oltre 90 mila imprese, è stata dello 0,5 per cento sullo stesso periodo del 2013. Le variazioni maggiori in Trentino Alto Adige (+2,2 per cento), Friuli Venezia Giulia e Toscana (+1,4 per cento). In calo Valle d’Aosta (-3,8 per cento), Molise (-2,4 per cento) e Basilicata (-2 per cento).

A pesare maggiormente sull’andamento dell’alimentare ligure, le oltre 1.560 realtà tra pasticcerie, panifici e gelaterie (+0,1 per cento, in linea con la media regionale). Bene anche le imprese del comparto lattiero-caseario (20, in crescita del 42,9 per cento), le produzioni artigianali di vino, birra e distillati (+7,7 per cento registrato dalle 28 imprese del settore) e la lavorazione di cereali e amidi, 6 imprese, le stesse del 2013. Segno meno per il settore della pasta, circa 200 micro e piccole imprese in Liguria: -3,1 per cento rispetto al 2013.

In calo anche la produzione di oli e grassi vegetali e animali (55 imprese, -1,4 per cento), la lavorazione del tè, cacao, condimenti e spezie (44 imprese, -4,3 per cento), quella di frutta, ortaggi e pesce (32 realtà, -7,7 per cento) e della carne (21 imprese, -8,7 per cento). Una lieve flessione (-0,6 per cento) per i servizi di ristorazione, come il cibo da asporto: se ne contano 1.083 in tutta la regione.

“A poche settimane dall’inaugurazione dell’esposizione universale di Milano – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – la nostra regione dovrà essere pronta a sfruttare, con un importante bagaglio di tradizione alimentare, in lieve e positiva crescita, un evento che rappresenta un’occasione per mettere in evidenza la qualità dei nostri prodotti. E di certo la Liguria può contare su molteplici e importanti produzioni artigiane del comparto basate su creatività e legame con la tradizione e il territorio”.

E’ Genova a registrare la maggior crescita della regione (+1 per cento), mentre a Imperia e alla Spezia il settore è in leggero calo dello 0,3 per cento e dello 0,7 per cento. A Savona troviamo il segno meno più marcato: -1,2 per cento. Tra i settori con il maggior numero di imprese attive, i dolci sono una specialità soprattutto genovese: sono 724 le micro e piccole realtà tra pasticcerie, panifici e gelaterie artigianali concentrate nella provincia del capoluogo (+1,3). Il savonese ne conta 409 (-1,7 per cento), La Spezia 234 (+0,4 per cento) e Imperia 194 (-1 per cento). A Genova si trova anche il maggior numero di imprese attive nei servizi di cibo da asporto: sono 625, in leggero calo dello 0,2 per cento. Alla Spezia se ne contano 234 (+0,4 per cento), 212 a Savona (-1,4 per cento) e 108 nell’imperiese (-0,9 per cento). Calo del 3,9 per cento per i 124 pastifici genovesi, mentre le 44 realtà di Savona registrano un -4,1 per cento; invariata la situazione nelle province di Imperia e La Spezia, che contano, rispettivamente, 24 e 27 realtà del comparto.

L’importanza dell’alimentare ligure per l’economia della regione è data anche da una buona propensione all’export del settore: nel secondo trimestre 2014 la Liguria registra esportazioni in aumento del 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013, pari a 15,5 milioni in più sui quasi 360 milioni di euro di alimentari esportati in un anno.

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