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Durc irregolari in provincia di Savona, botta e risposta tra Di Tullio e il Prefetto fotogallery

Il vicesindaco di Savona lancia l'allarme: "Mi raccontano dell'esistenza di molti certificati falsi". Il Prefetto: "Servono denunce, non racconti"

Savona. La regolarità contributiva sui luoghi di lavoro va monitorata con attenzione nella nostra provincia. A dirlo è il vicesindaco di Savona Livio Di Tullio che questa mattina, a margine della firma del protocollo di legalità in Prefettura, è intervenuto davanti ai colleghi per denunciare alcune problematiche legate al Documento unico di regolarità contributiva, ovvero quello che comunemente viene chiamato “Durc”.

“Abbiamo notizia che ormai la concorrenza è molto forte anche nel settore privato. Per questo crediamo che la questione Durc andrebbe regolare anche per le parti di attività non pubblica dove la regolarità contributiva va egualmente garantita. Mi si racconta dell’esistenza di un una sorta di ‘durchificio’ dove si falsificano i certificati. Per questo suggerirei un’attenzione forte su questo tema” ha detto Di Tullio, rivolgendosi agli amministratori pubblici presenti al secondo piano del Palazzo del Governo, ma anche ai rappresentanti delle forze dell’ordine.

Immediata la risposta del Prefetto Gerardina Basilicata che ha replicato così al vicesindaco di Savona: “Per il Durc vale quello che ho già detto in altre circostanze: non possiamo accontentarci dei racconti. Bisogna che vengano fatte delle denunce. Noi dobbiamo agire sui fatti e quindi se ci si trova davanti ad un Durc che si ritiene sia contraffatto bisogna denunciare. In questo senso serve la collaborazione di tutti”.

Il Prefetto, se ce ne fosse la necessità, ha anche mostrato massima disponibilità ad attivare dei controlli ad hoc: “Se ritenete che questo sia un problema concreto per il quale servano verifiche capillari, come Prefettura ci muoveremo per coordinare l’attività”.

Sempre rispondendo a Di Tullio che, rispetto al Protocollo di legalità aveva sollevato alcuni dubbi sulle tempistiche e sul fatto che certe procedure possano bloccare lavori urgenti, il Prefetto ha precisato: “I termini di 30 o 45 giorni per avere una risposta dai nostri uffici circa la regolarità di un’impresa non impediscono esecuzione dei lavori nel caso si tratti di interventi prioritari. Ribadisco che la normativa antimafia non è un ostacolo allo svolgimento dei lavori”.

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