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Domani torna la Maremontana: due anni fa la scomparsa di Paolo Ponzo

Il 24 marzo 2013, in una giornata da tregenda, scomparve l'indimenticato giocatore del Savona

Savona. Tutto pronto, domani, per la sesta edizione della “Vibram Maremontana Memorial Cencin De Francesco” in programma a Loano. Una competizione che, col passare degli anni, ha acquisito sempre più importanza come dimostra l’inserimento tra le gare qualificanti per l’iscrizione al Trail del Marguareis.

Per tanti, però, il ritorno della corsa in montagna su due distanze (23 chilometri e 49 chilometri con un dislivello positivo rispettivamente di mille e 300 e tremila metri) sarà l’occasione per tornare con la memoria a quel drammatico 24 marzo 2013 quando Paolo Ponzo perse la vita in una giornata gelida.

“Paolino” Ponzo, classe 1972 originario di Cairo Montenotte, aveva iniziato la sua carriera nel Vado prima di volare verso mete inimmaginabili per un “semplice” mediano.

La Serie B e, poi, addirittura l’Olimpo della A con il Modena prima di chiudere alla grande, profeta in patria, nel Savona.

Tante le squadre, in giro per l’Italia per quel “medianaccio” che si era guadagnato il soprannome di “calciatore proletario”.

Lavoro sporco, mai sotto le luci dei riflettori come ogni portatore d’acqua. Questo, però, non gli aveva impedito di conquistarsi la stima di tutti. E la drammatica e fragorosa controprova arrivò proprio quando la notizia della morte di Paolino Ponzo si diffuse veloce.

Addetti ai lavori ma anche “semplici” tifosi si strinsero intorno alla moglie e ai figli del capitano. E il web fu inondato dal ricordo delle persone che avevano avuto la possibilità di entrare in contatto, per tanto o poco tempo, con Paolo Ponzo.

Tra i più emozionanti sicuramente quello di Elisa Di Padova, attuale assessore alla Cultura e, prima, addetta alla comunicazione del Savona che sulla propria pagina facebook commentò la tragica scomparsa.

“Addio Capitano. Tu sei e sarai sempre il Capitano, quello del ‘testa bassa e pedalare’, quello che se la faceva di corsa dal Ruffinengo al Baci prima e dopo l’allenamento, quello che teneva lo spogliatoio, il saggio e l’instancabile. Tanti ricordi si accavallano ora e fanno male. Semplice e silenzioso, umile e rispettoso di tutti gli avversari. Professionista.

Te ne sei andato correndo. Mi distrugge pensare a quello che avresti ancora fatto e all’esempio che avresti ancora dato a tutti i piccoli che stavi accompagnando nella crescita umana e sportiva.

Ti ricorderò per sempre come l’Esempio dello Sport che amo, Uomo di Squadra, Capitano nella Vita prima ancora che della mia squadra. Addio Capitano, buon viaggio”.

Un ricordo che nemmeno il tempo spegne. Anzi, col passare degli anni, il “valore” di quell’uomo capitato, forse, per caso nel calcio è sempre più vivo. Targhe, uno stadio (quello di Bragno) ma soprattutto il ricordo del mondo del calcio che, solitamente, dimentica velocemente i sui campioni. Non così con Paolo Ponzo.

Se Foscolo avesse conosciuto Ponzo avrebbe potuto dedicare (anche) a lui il famoso verso “Non vive ei forse anche sotterra, quando gli sarà muta l’armonia del giorno, se può destarla con soavi cure nella mente de’ suoi?”.

Il ricordo di Paolino Ponzo non si spegne anche a due anni di distanza. L’anno scorso i tifosi lo ricordarono allo stadio con uno striscione emozionante. E così fecero anche le squadre nelle quali avevano militato e aveva lasciato una traccia forte e incancellabile.

E, siamo sicuri, che il ricordo non mancherà anche domani al Bacigalupo quando i biancoblù di Riolfo scenderanno in campo contro il Grosseto.

Una partita difficile. Una partita da uomini veri. Una partita da Paolo Ponzo.

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