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Dissequestro Scavo-ter, Casa delle Legalità all’attacco: “Altro che vittoria..è una sconfitta” foto

Abbondanza: "Confermando in parte il sequestro, il Riesame riconosce la solidità e fondatezza del provvedimento chiesto da Dia e Procura"

Savona. Questa mattina il Tribunale del Riesame ha sciolto la riserva sul ricorso presentato dai legali della famiglia Fotia, accogliendolo in parte. Un pronunciamento che la Casa delle Legalità ha commentato così: “Il Tribunale ha confermato il sequestro delle imprese dei Fotia Pdf e Seleni. Confermando il sequestro alle due imprese , il Riesame riconosce la solidità e fondatezza del provvedimento richiesto dalla Procura di Savona e dalla D.I.A. a carico dei Fotia (alla faccia della campagna che vorrebbe dipingerli come povere vittime di una persecuzione)”.

“Il Riesame ha dissequestrato solo la Scavoter (già oggetto di misura interdittiva antimafia). Tale società, già svuotata dagli stessi Fotia a favore della P.D.F. (e SE.LE.NI.), non era stata fittiziamente intestata a terzi, rimanendo le quote suddivise tra Donato e Francesco Fotia” scrive Christian Abbondanza.

“Se occorre quindi attendere di leggere integralmente le motivazioni di tale pronunciamento del Riesame per compiere ogni più precisa valutazione, occorre anche ovviamente attendere le iniziative che la Procura intenderà assumere anche alla luce del documentato ruolo di dominus svolto da Pietro Fotia (ruolo dallo stesso, tra l’altro, confessato in più occasioni ed ammesso platealmente anche con molteplici – anche recentissime – dichiarazioni pubbliche)” proseguono dalla Casa della Legalità.

“Se secondo Pietro Fotia questo pronunciamento sarebbe una ‘vittoria’ si conferma il detto ‘chi si accontenta gode’… anche dell’ennesima sconfitta! Occorre poi anche sottolineare la gravità della campagna mediatica promossa dai Fotia nelle ultime settimane, inequivocabilmente mirata al tentativo di delegittimazione della D.I.A. e della Procura di Savona (oltre che anche della Casa della Legalità). Un operazione che appariva concretamente volta alla creazione di un generale clima di intimidazione senza precedenti verso lo Stato ed in particolare verso la Magistratura (con accuse di ‘pulizia etnica’ o di ‘magistratura deviata’). Una campagna ed un clima che come Casa della Legalità abbiamo condannato con fermezza (e che sarà anche oggetto di formale denuncia – attualmente in fase di stesura – all’Autorità Giudiziaria) e su cui sarebbe auspicabile un ampio e netto pronunciamento d

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