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Disordini al “Salvini Day” a Genova, Vaccarezza (FI): “Ennesima dimostrazione della chiusura della sinistra”

Genova. “Ancora una volta è stato dimostrato l’atteggiamento antidemocratico e di chiusura che ha una parte della sinistra”. Lo ha dichiarato questa mattina l’ex presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza in merito alle pesanti contestazioni avvenute ad opera di alcuni appartenenti ai centri sociali svoltesi sabato 7 marzo per le vie di Genova.

“Non è una novità, anche oggi i compagni hanno dato prova del significato che loro attribuiscono alla parola libertà. Sono convinto che in democrazia tutti abbiano diritto di esprimere le proprie opinioni, ma così non è, probabilmente, per quell’area di sinistra che tenta di far tacere chiunque non la pensi allo stesso modo. In questo quadro, non ha certo giovato la dichiarazione apparsa sul profilo Twitter della candidata presidente Pd alle prossime regionali Raffaella Paita, che ha scritto: ‘Ricordo che qui i fascisti hanno perso già una volta, per sempre, 70 anni fa’”.

Il commento non è andato già a Vaccarezza: “In questo modo, la compagna Lella ha dimostrato di non avere a cuore ne la sicurezza dei genovesi ne delle nostre forze dell’ordine, tentando di alimentare il fuoco della prevaricazione, insito nella cultura comunista nella quale lei è cresciuta: chi non la pensa come noi non ha diritto di parola. Non è un caso che al grido di ‘uccidere un fascista non è reato’ i partecipanti al corteo dei centri sociali per le vie del capoluogo ligure del abbiano rotto le due targhe intitolate a Ugo Venturini, il giovane l’operaio e padre di famiglia genovese ucciso da estremisti di sinistra durante un comizio di Giorgio Almirante nel 1970”.

Per Vaccarezza si tratta di una gravissima offesa: “Ancora una volta la memoria di chi ha perso la vita mentre stava esprimendo le sue idee politiche è stata oltraggiata e vilipesa. Questa è la Liguria che non vogliamo più, la Liguria del pensiero unico che impedisce la libertà di opinione e di espressione a chi osa non essere un compagno; cara Lella, (s)piacenti di dirti che noi compagni non lo saremo mai. La forza delle idee, dei contenuti sarà sempre più forte di qualsiasi tipo di violenza; non è un caso che quel 18 aprile Giorgio Almirante all’ ingresso dei manifestanti comunisti armati di pietre e bottiglie di vetro, pronunciò la frase che merita di essere il monito per le future generazioni: ‘Non fate come loro, loro hanno la forza delle pietre, noi quella delle parole'”.

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