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Demotivato e contestato, il Savona crolla anche col Pontedera: l’incubo D si avvicina inesorabile risultati

Il Bacigalupo si conferma terra di conquista anche per i toscani: I risultati delle dirette concorrenti inguaiano il Savona che vede avvicinarsi l’incubo della retrocessione diretta.

Savona. Inesorabilmente il Savona perde anche con il Pontedera. Con il solito, triste cliché i padroni di casa reggono per un tempo prima di capitolare e di rimanere vittime di se stessi.

Nemmeno un minimo segnale di ripresa. Anzi Marchetti lascia in dieci i suoi dopo pochi minuti complicando ulteriormente una partita già difficile in partenza.

E, a metà partita, si scatena la contestazione in tribuna con i tifosi che “inveiscono” contro Dellepiane e Barghigiani.

Non succede, per fortuna, più di tanto ma quello che conta, però, è che il Savona sembra, ormai, rassegnato ad un’inevitabile stagione segnata da una lettera, la D.

D come dieci. Tante sono le partite con Antonio Aloisi alla guida del Savona. In “mezzo” campionato, l’allenatore marchigiano è stato capace di portare a casa 5 punti frutto di una sola vittoria a fronte di 2 pareggi e sette sconfitte.

D come deludente. I biancoblù visti in campo contro il Pontedera, nonostante le notevoli assenze per infortunio, erano attesi alla prova del fuoco per provare a cambiar rotta. Non ci sono riusciti e, rispetto alle ultime prestazioni che, a sprazzi, avevano fatto vedere una squadra che, almeno, ci provava non sono stati capaci di imbastire una qualsiasi manovra di gioco minimamente pericolosa.

D come demotivato. Così appare, ormai, l’ambiente. Società da una parte e tifosi dall’altra sembrano combattere una “guerra” con obiettivi diversi. Il club del presidente Dellepiane (torna ancora una volta la lettera “d”) non sembra in alcun modo capace di spronare i suoi ragazzi. In quale club l’allenatore con i risultati ottenuti in dieci partite sarebbe ancora al suo posto? Seppur disperata, la società avrebbe provato a dare la “fantomatica” scossa cambiando la guida tecnica. Non al Savona.

D come defezione. Quella dei tifosi storici che hanno abbandonato la gradinata “Perachino” per spostarsi in tribuna e far così sentire la propria voce più da vicino. Al loro posto, sulle gradinate del “Bacigalupo” uno striscione chiaro: Game Over.

D come Di Napoli. Il tanto vituperato allenatore di inizio stagione ha chiuso la sua esperienza sulla panchina biancoblù con 22 punti incassati in 17 incontri con una media di (quasi) 1,3 ad incontro frutto di 6 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte.

L’ex giocatore di Inter, Salernitana e Messina aveva abbandonato, suo malgrado, la barca del Savona con 4 lunghezze di vantaggio sulla quint’ultima e avrebbe, forse, potuto condurre la scialuppa, con difficoltà e lottando contro tutti, verso l’ennesimo anno tra i “pro” del calcio italiano.

D come..Serie. Facciano tutti gli scongiuri ma, nemmeno tanto lentamente, la massima serie dilettantistica si avvicina spaventosamente. E senza passare nemmeno dagli spareggi play out.

Sono i numeri a dirlo. I biancoblù con i 5 punti incassati in 10 partite sono quelli che han fatto peggio. Le dirette concorrenti viaggiano ad andatura doppia. Nel vero senso della parola.

Se Scappini e soci hanno portato a casa 5 puniti, le squadre in lotta per evitare ultima piazza e play out hanno conquistato (almeno) il doppio dei punti. Guardando la classifica dal basso verso l’alto, infatti, il San Marino ha totalizzato 12 punti, la Pro Piacenza 10, il Santarcangelo 14 (una partita in meno), il Prato 12 e il Forlì 10.

Una vera e propria mezza condanna per i savonesi che, dulcis in fundo, a breve saranno penalizzati di due punti per il mancato pagamento nei termini previsti degli stipendi.

D come decisivo. Il mese di marzo, iniziato nei peggiori dei modi possibile, sarà determinante per sognare, e ad ora mai verbo sembra essere più azzeccato, la salvezza.

Aloisi e i suoi ragazzi avranno l’ultima chance per far ricredere tutti. Ma viste le premesse elencate sarà un’impresa veramente ardua.

Nei cinque match restanti del mese di marzo (si giocherà un turno infrasettimanale) i savonesi si troveranno di fronte, nell’ordine, Santarcangelo, Pro Piacenza, Carrarese, Grossetto e San Marino con una perfetta alternanza tra incontri esterni e casalinghi che dirà la parola definitiva sulla stagione savonese. Insomma, c’è poco da stare allegri. Ma qualcuno se n’è accorto?

La cronaca del match col Pontedera.

Squadra rivoluzionata per le assenze quella che il tecnico savonese manda in campo al fischio d’inizio del match con il Pontedera.

Mister Aloisi privo, per infortunio, di due difensori del calibro di Antonelli e Ficagna oltre al leader della retroguardia, Marconi, out per squalifica rimette dentro dal 1’ Giacomo Angelo Demartis per dare quella qualità che Giovinco non è ancora pronto a dare per i postumi dell’infortunio.

La svolta del match arriva dopo 3’50’’ ed è negativa per i padroni di casa. Il direttore di gara vede un colpo di Marchetti ai danni di un avversario a centrocampo ed estrae il cartellino rosso. Ingenuità, nervosismo? Comunque sia è un episodio che mette subito in salita la partita per i biancoblù.

Il Pontedera lo capisce e alza immediatamente il baricentro del gioco. Gli uomini di Indiani spingono sul loro out destro con Disanto alla ricerca dello spunto giusto per trovare qualche compagno libero nell’area di Rossini.

La prima azione degna di nota arriva, però, solo al 18’ ed è di marca biancoblù con Scappini che non trova il tempo giusto per impensierire Cardelli.

I ritmi sono tutt’altro che forsennati e il Savona, nonostante l’inferiorità numerica, tiene botta ai rivali presentandosi nell’area avversaria con una serie di calci piazzati.

Al 27’ sono i toscani a rendersi pericolosi con De Cenco che, di testa, mette di poco a lato della porta del Pontedera.

Sulla ripartenza, Demartis, capitano di giornata, viene atterrato in area da Gasbarro; il fischietto bergamasco tentenna ma, alla fine, decide di non decretare la massima punizione.

Col passare dei minuti, il Pontedera costringe i padroni di casa ad arretrare e al 34’ Disanto ha una bella chance dal limite ma calcia alto sulla traversa di Rossini.

La difesa va sotto pressione. In meno di 2’ i ragazzi di Indiani conquistano 3 corner consecutivi. Sull’ultimo, Redolfi ha tutto il tempo per battere a rete ma, da difensore, calcia male e la palla esce senza impensierire il numero uno di casa.

Il vantaggio, però, è nell’aria e arriva, regolarmente, quando mancano solo tre minuti al riposo.

L’azione del Pontedera parte dalla sinistra con un cross che trova Luperini solo in area biancoblù. Il giocatore toscano è bravissimo a trovare lo specchio della porta avversaria con una rovesciata magistrale; Rossini è addirittura superlativo e toglie la palla dall’angolino basso.

Sulla ribattuta, però, non c’è nessun giocatore savonese pronto a liberare e, allora, Settembrini non ha problemi a ribadire in rete e a mandare le squadre al riposo con il vantaggio degli ospiti.

Nell’intervallo, in tribuna, si scatena la protesta dei tifosi nei confronti del massimo dirigente savonese.

Lo zoccolo duro del tifo, spostatosi in tribuna proprio per far sentire da “vicino” la propria disapprovazione, al cav. Dellepiane chiede in modo “deciso” di allontanare Barghigiani. La contestazione è evidente come lo erano stati i fischi che avevano accompagnato la squadra al rientro negli spogliatoi.

Al ritorno in campo dopo la pausa di metà gara, nei primi minuti, il Savona ci prova e, quanto meno, Cardelli è costretto a sporcarsi i guanti con un paio di interventi in uscita.

Gli ospiti, però, sembrano in controllo della partita al cospetto di un Savona che corre ma non mostra un’idea di gioco offensivo degna di rilievo.

Al 61’ il Pontedera ha l’opportunità per chiudere la partita ma Rossini si supera e devia un tiro a giro di Galli con Speranza che butta la palla in angolo.

Aloisi prova a cambiare qualcosa e mette in campo Carta al posto dell’evanescente D’Amico. Non può essere l’esterno il calciatore capace di cambiare l’andamento della partita ma l’allenatore savonese non può far altro viste le precarie condizioni di Giovinco.

Passano pochi minuti e Aloisi manda in campo anche Munarini al posto di Demartis. L’uscita dell’ultimo dei “mohicani” della gestione Corda rianima la contestazione dei tifosi.

Il cambio, comunque, non porta a grossi effetti positivi. Servirebbe solo un miracolo e Aloisi prova a chiederlo a Giovinco.

Il numero sedici entra in campo con la voglia di spaccare il mondo e di dare il proprio contributo e subito fa sentire il suo peso tecnico costringendo la difesa avversaria a fermarlo con le buone e con le cattive.

All’80’, il “fratello famoso” è tutto da solo al limite dell’area; invece di entrare in area, però, il giocatore calcia al volo e mette la palla alta sopra la traversa.

È l’ultima azione vista dal presidente Dellepiane che abbandona la tribuna tra la contestazione dei tifosi.

Il miracolo non avviene e, dopo 3’ di recupero, arriva il fischio finale della partita che dà il via alla contestazione dei tifosi.

Il tabellino

Savona – Pontedera: 0 – 1

Reti: 42’ Settembrini

Savona: Rossini, Gemignani (77’ Giovinco), Speranza, Cabeccia, Galimberti, Taddei, Demartis (70’ Munarini), Giorgione, Scappini, D’ Amico (62’ Carta), Marchetti. A disp.: Addario, Frugoli, Carta, Bramati, Morosini. All. Aloisi

Pontedera: Cardelli, Videtta, Galli, Madrigali (46’ Polvani), Redolfi, Gasbarro, Luperini (70’ Ceciarini), Bartolomei, De Cenco, Disanto (77’ Libertazzi), Settembrini. A disp.: Anacoura, Bennati, Lombardo, Tazzari. All. Indiani

Arbitro: Mainardi di Bergamo (Bresmes e Semperboni di Bergamo)

Note. Angoli: 4 a 5. Espulso al 4’ Marchetti per fallo a centrocampo. Ammoniti: Luperini (P). Recupero: 1’ (p.t.); 3’ (s.t.)

Commenti

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  1. Giannisv66
    Scritto da Giannisv66

    Che in lega pro giochi una squadra del livello del Pontedera e che questa navighi tranquillamente a metà classifica, ebbene questa è la dimostrazione pratica della imbarazzante modestia del livello di questo girone B.
    I toscani in 11 contro 10 hanno faticato a vincere e di fatto, in superiorità numerica, hanno creato due soli, veri pericoli……azione del goal compresa.
    E allora diciamola tutta! Diciamolo che il Savona dell’anno scorso,quello dei Virdis, degli Aresti, dei Cesarini e di tutti gli altri che oggi non sono più qui, avrebbe asfaltato gli avversari in questo campionato, che spesso ci ha fatto vedere squadre che alcuni anni fa avrebbero sostenuto con fatica la serie D.
    Il giocattolo è stato distrutto, questa è l’unica realtà!
    La squadra vista oggi, nervosa e assolutamente mal disposta in campo (Aloisi ha delle responsabilità enormi in questo senso) non ha alcuna speranza. I giocatori fanno quello che possono ma con il nulla alle spalle puoi fare davvero poco.
    Noi tifosi che abbiamo ancora tanta passione da pagare il biglietto vorremmo solo che la dirigenza avesse quanto meno la dignità di essere chiara e dichiarare cosa ci riserverà il futuro.
    Perché, parliamoci chiaro, in queste condizioni anche la serie D rischia di essere un miraggio…..