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Crisi per l’indotto di Italiana Coke, gli operai della Idrotecnica srl senza stipendio

Mancano i fondi per le aziende esterne: e così gli operai non vengono pagati da dicembre

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Cairo M. I lavoratori della società Idrotecnica srl, che opera presso i forni della Italiana Coke di Cairo Montenotte, sono senza stipendio: ad oggi è stato corrisposto solo il 50% della retribuzione di dicembre 2014, ma gennaio e febbraio ancora niente.

La motivazione è che il committente (Italiana Coke) e la Idrotecnica sono senza liquidità: Italiana Coke è impegnata in un processo di riorganizzazione del lavoro che prevede l’internalizzazione di alcune attività appaltate, mettendo in crisi, quindi, le aziende meccaniche dell’indotto.

“Siamo ancora fortunati ad avere un lavoro ma…non prendiamo lo stipendio – dicono gli operai della Idrotecnica -. Finalmente il 27 febbraio Italiana Coke ha versato alla nostra ditta un acconto sulle fatture ancora da saldare per circa 80.000 euro, cifra con la quale ci avrebbero potuto pagare tranquillamente per intero almeno la mensilità dell’anno scorso. Invece, la nostra ditta ci ha corrisposto il precedente 50% e solo dopo alcune telefonate dei sindacati, altrimenti l’intenzione era di darci il 40%”.

“Alla nostra richiesta di spiegazioni ci è stato risposto che la parte del bonifico eccedente le paghe serviva per pagare debiti pregressi  o sbloccare crediti in altri cantieri. Inoltre, siamo stati quasi minacciati di non ricevere nemmeno questa inezia se avessimo agito sindacalmente”.

“La situazione di difficoltà prosegue da più di un anno e abbiamo sempre garantito il personale minimo per salvaguardare l’impianto da fuoriuscite di gas o vapori, che avrebbero ulteriormente aggravato la già delicata situazione ambientale del sito ma…retribuzione nulla” aggiungono ancora i lavoratori.

“Siamo a conoscenza della mancanza di fondi, sappiamo anche che, a tempi brevi, se non brevissimi  saremo mandati via (cioè disoccupati)  in quanto Italiana Coke, in seguito ad una sua riorganizzazione del lavoro, internalizzerà tutti i lavori affidati a ditte esterne, ma, nel frattempo, dovremo pur vivere anzi sopravvivere”.

Richiediamo solamente di avere nei tempi prefissati il nostro salario che è già esiguo, ma che ci dà almeno la possibilità di non pagare, come per alcuni di noi, interessi su rate di mutui o altro non versati, non riuscire a pagare affitti o, ancor peggio, bollette che, come successo, hanno portato a blocco delle utenze gas o elettricità; senza contare che alcuni operai con famiglia non riescono a fare la spesa minima” concludono.

 

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