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Crac dell’agenzia “Liguriaassicura” di Albenga: processo a rischio prescrizione

Secondo l'accusa le vittime del maxi raggiro sono 69

Savona. “Crac Liguriaassicura”: il processo va verso la prescrizione. E’ questa l’indiscrezione filtrata questa mattina a margine dell’udienza celebrata davanti al collegio del tribunale di Savona. Tra le numerose contestazione mosse dalla Procura la maggior parte dei reati rischia infatti l’estinzione per prescrizione.

Il processo che vede a giudizio quattro persone, i fratelli Michael e Mattia Parodi, Salvatore Galati, di Albenga, e Maria Antonietta Galati, di Borghetto, comunque procede. Oggi in aula hanno sfilato diversi testimoni tra cui alcune delle parti offese, che in tutto sono 69, che sarebbero stata raggirate dagli imputati.

Di questa storia si erano occupate perfino le telecamere delle Iene che avevano inseguito a lungo Angelo (che ha già patteggiato) e Michael Parodi, padre e figlio, che si erano accusati a vicenda di essere i protagonisti del colossale raggiro. Polizze Rc Auto false, a centinaia, forse più; un milione e mezzo di euro investiti in polizze vita, spariti nel nulla; il rischio per centinaia di automobilisti che hanno circolato per mesi, in alcuni casi anche anni con i loro veicoli credendo di essere assicurati (e non lo erano). Una maxitruffa che gli inviati di Italia Uno avevano intitolato “Scappati con la cassa”.

Il “grosso” dell’inchiesta, per i soli capi d’imputazione, occupa 33 pagine la cui lettura è illuminante, ancorché prodotta “soltanto” dall’accusa. Agli indagati viene contestato, ad esempio, di aver falsificato i certificati d’iscrizione al club “Ruote d’Epoca Riviera dei Fiori” per ottenere assicurazioni a prezzi ridotti per inesistenti veicoli d’epoca. Il tutto per circa 250 assicurati.

Soltanto di premi incassati dai clienti e mai trasmessi alle varie compagnie assicurative per polizze Rc Auto, quindi, inefficaci, i Parodi & C. sono accusati di aver intascato circa mezzo milione di euro, raggirando una novantina di assicurati e le stesse compagnie: Milano, Ergo, Quixa, Duomo, Fondiaria. Ma il “colpo grosso” sarebbe stato le polizze vita e gli investimenti. Qui le somme ricevute dai clienti variano dalle poche migliaia di euro a versamenti da 150-200 mila euro alla volta. Sommando i vari capi d’accusa si arriva a un milione e mezzo di euro.

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