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Continua la spedizione sulla montagna senza nome, tra tempeste di neve e freddo

Dalla Valbormida in Kirghizistan, l'avventura di Alessandro Beltrame videomaker di Cairo Montenotte

“Tutto bene, molto dura e si prosegue tra tempeste di neve e freddo. Esito incerto, ma morale molto alto! Si va avanti mangiando scatolette e purea per anziani. Un saluto a tutti da Alessandro”. Un messaggio telegrafico dalla “montagna senza nome” è arrivato da Alessandro Beltrame, il videomaker di Cairo Montenotte che insieme ad altri due apinisti sta scalando una montagna nei pressi di Tien Shan in Kirghizistan, lassù dove nessuno, aveva mai osato andare.

Partito il giorno lo scorso 19 marzo dalla sua Cairo Montenotte, prima destinazione Torino, Alessando insieme a Paolo Rabbia e Marco Benini, entrambi cuneesi, è volato in Asia. Ora sono impegnati in una sfida impossibile: scalare in dieci giorni una montagna alta 4.800 metri dopo che Rabbia, quattro anni fa, aveva scoperto una via per raggiungere la vetta montagna che nessun alpinista, neppure i grandi come Messner avevano mai scalato.  “Lassù ci andremo noi per registrare in docufilm e gli daremo anche un nome”, aveva detto sorridendo Alessandro Beltrame prima di partire.

Attrezzati per affrontare condizioni al limite della sopravvivenza e con una buona dose di coraggio i tre amici hanno raggiunto il villaggio di Tien Shan dove la gente vive in condizioni di assoluta povertà e con stagioni segnate da tempeste di neve e di vento. Qui, il termometro,  non riesce neppure ad indicare la giusta temperatura capace di crollare anche fino a meno 30, meno 40.

Sci ai piedi hanno iniziato la lunghissima camminata di almeno dieci giorni con un clima rigidissimo e probabilmente anche con condizioni meteo assolutamente proibitive. Sarà soprattutto l’ultima parte della scalata quella più complicata: ghiaccio e roccia, neve e vento saranno gli ostacoli da superare. Segue a distanza la spedizione valbormida-cuneese Alice, la figlia di Alessandro. Il giorno della partenza da Cairo, era la festa del papà, non l’aveva mollato un secondo. Lui stava infilando ancora i moschettoni nello zaino e ripensava a quella frase di Walter Bonatti, grande esploratore e alpinista: “La natura è vita ed è la nostra stessa salvezza, non soltanto fisica”. Affascinati dai viaggi e dall’avventura, tra discese delle mandrie di cavalli e yak dagli alpeggi, in quella natura incontaminata,  Beltrame e i due amici cuneesi, ora sono in una fase delicatissima della loro impresa e da casa tutti tifano per loro.

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