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Consiglio regionale, sì al piano rifiuti. L’assessore Paita: “Da qui al 2020 decremento del 7%”

Savona. “L’approvazione del nuovo piano dei rifiuti segna una svolta nella politica di gestione dei prossimi sei anni, dopo l’approvazione dell’ATO unico regionale, l’ambito territoriale ottimale quale nuovo strumento di governante”. Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente e alle infrastrutture Raffaella Paita subito dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale.

“Il nuovo piano contiene indirizzi e strategie per gestire i rifiuti urbani, i rifiuti speciali e le operazioni di bonifica dei prossimi sei anni – ha detto Paita – indicando le modalità per un’evoluzione complessiva del sistema ligure verso gli obiettivi previsti a livello nazionale e comunitario”.

“Il Piano regionale sui rifiuti – continua Paita – che è scaturita da un’ampia consultazione pubblica dei mesi scorsi  è improntato al rispetto della gerarchia comunitaria di gestione dei rifiuti e prevede una diminuzione della produzione (previsto -5% al 2016 rispetto al 2010 ed un ulteriore decremento del 7% fino al 2020, da perseguire mediante le azioni del programma regionale di prevenzione), l’incremento del riciclaggio attraverso sistemi più efficaci di intercettazione dei rifiuti differenziati (con obiettivi di recupero del 50% al 2016 e del 65% al 2020) e la sostituzione delle discariche con sistemi di trattamento che consentano il recupero di materia e di energia dalla frazione residuale”.

“Per quanto riguarda il sistema di impianti si prevede un’articolazione su poli provinciali che dovranno comprendere sia impianti di trattamento anaerobico della frazione umida, per ricavare biogas da valorizzare energeticamente e quindi stabilizzare il prodotto per ottenere compost di qualità, introducendo un sistema modulare e flessibile in grado di trattare l’umido da indifferenziato, ma anche di essere agevolmente convertito al trattamento della frazione umida da differenziata, da incrementare rapidamente, con miglioramento della qualità del prodotto finale. Sono inoltre previsti processi di trattamento per il residuo indifferenziato, finalizzati ad ottenere il combustibile solido secondario da collocare sul mercato industriale, ovvero alla collocazione in altri cicli di recupero. In discarica dovrà andare solo la frazione inerte del ciclo gestionale con  un passaggio dalle attuali 500 mila tonnellate a poco più di 100 mila della situazione a regime”.

Il piano riserva inoltre un’attenzione particolare alla governante del ciclo dei rifiuti, il cui obiettivo, in attuazione delle leggi regionali del settore, è quello di favorire il processo di concentrazione, sia a livello di enti locali che di attori della gestione, per superare le criticità dettate da una situazione eccessivamente frammentata.

“Sui rifiuti speciali e  sulle bonifiche – continua Paita – il piano illustra la situazione attuale focalizzando i principali aspetti come il quantitativo di rifiuti da costruzioni e demolizioni edilizie o le situazioni che presentano necessità di intervento, proponendo soluzioni concrete come conseguenza di un accrescimento del patrimonio di informazioni tecniche”.

“Il piano regionale è stato integrato per includere le disposizioni relative al contingente periodo di emergenza, originato dalla necessità di adeguamento delle discariche alle disposizioni che impongono il pretrattamento dei rifiuti da smaltire”.

“A tale fine è stato incluso un programma di emergenza per la gestione dei rifiuti in Liguria – conclude Paita –  che individua le soluzioni basate su accordi interregionali di immediata applicazione, e gli obiettivi ambientali da rispettare per una gestione dei rifiuti in piena conformità con il quadro normativo di settore”.

“Per le esigenze più immediate, relative al periodo tra fine anno e metà 2015, è stata individuata, in accordo con le regioni Piemonte e Toscana, la possibilità di destinare i rifiuti urbani genovesi ad impianti di trattamento e smaltimento fuori regione, e sono indicate alcune soluzioni gestibili all’interno della Liguria, in termini immediati, tramite l’impianto ACAM di Saliceti, ed in prospettiva tramite l’impianto di EcoSavona al Boscaccio di Vado Ligure”.

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