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Chiede all’Asl 2 una elettroneurografia, “Il tempo d’attesa è di…”

I lunghi tempi "certificati" già sul modulo di richiesta: e la denuncia sui social diventa un caso politico

Albisola Superiore. La storia arriva da Albisola, ma solo perché lì vive la “vittima”: è un caso, potrebbe provenire da qualsiasi parte della nostra provincia. Il medico curante di un 53enne albisolese decide di fare richiesta all’Asl 2 di una elettroneurografia, a causa di una sospetta radicolopatia cervicale: peccato che già sull’apposito modulo di prenotazione, quello su cui va indicato il sospetto diagnostico, sia già precisato a chiare lettere che “Il tempo di attesa è circa un anno”.

Non il massimo della vita per chi magari ha bisogno di un esame in tempi brevi, così da poter definire con certezza i propri problemi di salute e stabilire la migliore terapia: la storia della nostra sanità, purtroppo, è piena di malattie diagnosticate troppo tardi, di “se avessi fatti i controlli in tempo”. E così il 53enne albisolese, di fronte al nuovo caso di “tempi d’attesa biblici”, ha deciso di cogliere la palla al balzo e trasformarlo in un caso politico: bersaglio, in questo caso, la candidata alla presidenza della Regione Liguria Raffaella Paita.

“Guardate i tempi che hanno certificato per questa richiesta di prestazione sanitaria e ora spiegatemi perché dovrei votare la Paita”, è il laconico messaggio postato sui social. Che ha avuto ampia risonanza, grazie al fatto che nel post sono taggati i principali esponenti politici del centrodestra ligure: si parte da Edoardo Rixi (al momento il principale avversario di Raffaella Paita) per proseguire con Sandro Biasotti, Marco Melgrati, Angelo Vaccarezza e Sonia Viale. Ma non mancano gli esponenti locali come Ettore Molino, ex forzisti come Franco Orsi, ex candidati come Federico Garaventa e uno sguardo dall’altra parte della barricata, con il segretario regionale di Rifondazione Comunista Marco Ravera.

Il caso ha ovviamente generato discussioni, tra chi concorda sul colpevolizzare Paita (non in quanto tale, ma come rappresentante del centrosinistra che da anni ha in mano il governo della Regione), chi al contrario non gradisce l’intromissione della politica in una questione di sanità, e chi più in generale punta il dito sul fatto che spesso lo stesso esame, fatto privatamente, ha un costo di poco superiore a quello del ticket garantendo però tempi rapidi.

Ciò che rimane, alla fine, è quel foglio. Quelle parole, sul modulo di richiesta, testimoniano la consapevolezza di non poter garantire, già in partenza, un tempo d’attesa ragionevole: più interessante del colpevole, forse, è cercare di capire perché.

 

Commenti

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  1. Scritto da chiara67

    Il perchè è chiaro: a Santa Corona, così come credo anche negli altri ospedali, le apparecchiature per gli esami vengono usate in intramenia a pagamento con tempi di attesa minimissimi. A me hanno dato lo stesso tempo di attesa di almeno un anno per fare una risonanza magnetica a Santa Corona ma privatamente la fanno subito!!! Usando i macchinari destinati ai pazienti asl … che attendono … attendono….

  2. nervoso
    Scritto da nervoso

    “questo” e’ uno dei molteplici casi di liste d’attesa interminabili con le quali i cittadini dell’ASL2 sono costretti a convivere. In questi anni la situazione e’ notevolmente peggiorata e chiedersi di chi e’ la colpa e’ come cercare l’isola del tesoro!!!Cattiva amministrazione e gestione delle risorse a livello centrale regionale e locale sono le principali che vengono in mente..di questo e molto altro(vedi danni alluvioni ancora insoluti etc etc) ringraziamo chi governa la nostra regione da anni e coloro che con il loro voto continuano a perpetrare queste realta’.

  3. Scritto da tmax500

    E’ una questione che parte da molto lontano e che attraversando l’universo sanitario ha ormai solo più demandato al senso di responsabilità degli operatori il funzionamento o meno del sistema. E si sa, quando tutto diventa soggettivo la relatività impera!!