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Campi elettromagnetici, i Verdi chiedono il coinvolgimento dell’Università di Savona: “Difendere la salute dalle radiazioni.

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Savona. Nell’attuale dibattito sulle onde elettromagnetiche la posizione dei Verdi è sempre stata molto chiara e determinata: “Favorevoli allo sviluppo delle tecnologie digitali, purché questo avvenga nel pieno rispetto della salute, utilizzando le migliori tecnologie che consentano il più elevato grado di sicurezza, compatibile con il benessere delle popolazioni” afferma il portavoce savonese Gabriello Castellazzi.

“Premesso che è proibita l’installazione di tralicci, antenne Wi-Fi, ecc., in tutti quei luoghi con presenza di soggetti particolarmente sensibili: bambini, ragazzi, anziani e ammalati; diciamo un No deciso a ulteriori installazioni vicino ad asili, scuole, case di riposo ed ospedali: per questo abbiamo appoggiato le proteste dei cittadini di Noli contro il ripetitore di San Martino”.

“I Verdi si associano all’appello di coloro che chiedono al Governo di non procedere all’innalzamento dei limiti di legge per i campi elettromagnetici. Chiedono invece, con forza, di procedere per grandi investimenti sulle connessioni via cavo, assolutamente più efficienti e, a detta degli studi più recenti, le uniche davvero prive di controindicazioni per la salute. L’Italia ha una rete di circa 7.500 Km di cavi elettrici che, completati in fibra ottica , potrebbero soddisfare il fabbisogno per la banda larga senza la necessità di ulteriori dannosi ripetitori” aggiunge.

“Si ritiene necessario che, al fine di evitare possibili conflitti di interesse, il Governo debba appoggiarsi esclusivamente su studi scientifici indipendenti atti a stabilire i livelli di sicurezza, da applicare nel caso delle onde elettromagnetiche, ribadendo comunque come la normativa Italiana si stia già adeguando alle raccomandazioni espresse dall’Unione Europea (Direttiva 1999/519/CE) per cui nessun limite peggiorativo è accettabile”.

“Sarebbe veramente significativo che anche docenti dell’Università di Savona si associassero per firmare, entro il 30 marzo, l’appello già sottoscritto in soli tre giorni da sessanta scienziati, medici, fisici, dalla “Fondazione Progenies” di Firenze che unisce ben cinquemila operatori del settore sanitario, dall’Associazione consumatori utenti, ecc. Basta mettersi in contatto con l’Associazione Italiana Medicina Ambiente e Salute (ASSIMAS)” conclude Castellazzi.

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Commenti

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  1. franzdea
    Scritto da franzdea

    tutti che dicono no qua no la poi sono gli stessi che appena il telefonino prende una tacca di meno..e che cavolo io pago nn ho il servizio nn prende mai….da me si usa dire sciuscia e scurbi..nu se po…