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Calcio, “A tu per tu” col mister della Cairese, Matteo Giribone, cuore gialloblù

E' il marcatore più prolifico della storia della Cairese con 82 reti

Cairo Montenotte.  “Il nervoso del tuo allenatore, la grinta dell’attaccante e la voglia di fare goal : queste cose chi non gioca a calcio, non può capirle” .

E’ dalle parole di Roberto Baggio, che inizia la chiacchierata con Matteo Giribone, classe ’77, allenatore della Cairese, che – step by step – sta portando alla salvezza.

Ce la farete ?

“La sensazione è di essere sulla buona strada… la Cairese è squadra tosta, abituata a soffrire e lottare e questo è un valore aggiunto; poi se hai la fortuna di avere uomini e giocatori come Barone, Bresci, Torra e Alessi (purtroppo fermo ai box per un brutto infortunio), il compito di un allenatore è agevolato”.

Giribone, prima di intraprendere la carriera da mister, ha giocato a lungo (10 anni) nella Cairese, tanto che – a tutt’ oggi, con 82 reti – è il marcatore più prolifico della storia dei gialloblù… “è un record che mi inorgoglisce”, ci dice, quando glielo facciamo notare.

In seguito ha vestito le casacche del Savona… “gli striscioni hanno sempre il loro fascino”, Imperia…”società cui mi lega il ricordo del campionato vinto in Serie D, con otto reti realizzate e di quello successivo in C”, poi Casale, Vado, Voghera e Cheraschese.

Dopo una trafila lunga sei anni nel settore giovanile del presidente Franco Pensiero, il balzo in prima squadra nello scorso campionato, a metà stagione.

“Una scommessa vinta, da esordiente mister a 36 anni… in una situazione particolare, a metà stagione, con la squadra che aveva subito un ridimensionamento tecnico, con le partenze di giocatori come Salis, Ninivaggi… ma tutti insieme, giocatori e tecnici abbiamo compiuto un’autentica impresa”.

Obiettivo che sei vicino a bissare…

“Quest’anno siamo stati bersagliati dalla sfortuna, con infortuni capitati ai giocatori più rappresentativi, soprattutto Alessi (13 reti segnate in altrettante gare), che non ci hanno permesso di giocare con la squadra al completo.

E’ in questi casi che si vede la mano dell’allenatore…

“In effetti, queste assenze hanno responsabilizzato i tanti giovani a disposizione e poi il lavoro ha fatto il resto; non siamo ancora alla meta, ma sono soddisfatto : la squadra è in un ottimo stato atletico, se facciamo risultato a Busalla, la salvezza è ha portata di mano”.

Avendovi visto all’opera in un paio di circostanze, devo dire che praticate sempre un calcio propositivo…

“Non ho mai preparato o impostato una partita pensando al pareggio o al ‘primo non prenderle’; non fa parte del DNA calcistico mio e della società, quindi cerchiamo sempre di mantenere la nostra identità tecnico/tattica, contro qualsiasi avversario. Il lavoro svolto, negli anni precedenti, nel settore giovanile, mi ha aiutato, come pure l’esperienza da ‘secondo’ a quel grande mister che è Mario Benzi, dal quale ho imparato molto”.

Dei tanti giovani che alleni chi ti ha colpito in maniera particolare ?

“Senza fare torto a nessuno, dico Clematis, classe ’96, arrivato dal settore giovanile del Savona, consigliatomi da Corrado Orcino; è un centrocampista straordinario (tre reti all’attivo), che mi consente di modificare l’assetto tattico della squadra, dal 4-4-2 al 4-3-3 ed anche Manfredi, classe ’97, difensore centrale, che, all’occorrenza, può fare l’esterno basso di destra; proviene dalla nostra ‘cantera’, da dove escono spesso giocatori per la prima squadra”.

Di Giribone, piace la passione, l’intelligenza, il non avere concezioni aprioristiche, del tipo che chi ha giocato a calcio diventa, a prescindere, un bravo allenatore… anche se, ad onor del vero, avendo avuto modo di conoscere ed apprezzare Matteo sin da quando, da ragazzino, calcava i campi da gioco nelle giovanili e ricordando come trattava la palla, ci viene, tuttavia, in mente anche un pensiero del fuoriclasse tulipano Johan Cruyff : “Coloro che si divertono ad insegnarti qualcosa, sono coloro che meglio dominano il pallone, mentre quelli capaci solo di entrare sull’avversario, di piazzarsi in campo per fare ostruzione e di tirare pedate, non hanno nulla da insegnare, anche se, temo, avrebbero avuto molto da imparare”.

Lui, signorilmente, glissa : “Sono giovane – ci dice – ed alleno una squadra importante, quale è la Cairese, team del mio paese; l’aver giocato a buoni livelli, aiuta a conoscere le tematiche dello spogliatoio, a patto di entrarvi in modo intelligente”.

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