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Calabrone asiatico, Briano: “Risposte confortanti dall’Europa: serve piano duraturo”

Una serie di risposte che dimostrano la conoscenza del problema e l’impegno della Commissione europea per risolverlo. Sono quelle ricevute dall’eurodeputata Pd Renata Briano, firmataria di un’interrogazione scritta sul pericolo che la Vespa Velutina Lepeletier, comunemente chiamata calabrone asiatico, porta all’uomo, al settore dell’apicoltura e all’ecosistema.

L’interrogazione era stata presentata sulla base delle indicazioni e dei dati raccolti dalle associazioni apistiche liguri e dal Prof. Marco Porporato del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Torino: “La Commissione ha dichiarato di essere consapevole del problema e di aver già preso misure per limitate l’impatto della vespa – ha spiegato Renata Briano -. La strategia UE 2020 sulla biodiversità mira ad assicurare una risposta generale e coordinata a livello europeo per contrastare le specie aliene invasive”. In particolare lo scorso gennaio, è entrato in vigore un nuovo regolamento del Consiglio europeo che riguarda gli interventi che l’Unione può mettere in campo.

“La politica agricola comunitaria sostiene l’apicoltura mediante programmi nazionali – ha spiegato l’europarlamentare del gruppo S&D -. Il ripopolamento delle arnie è una delle misure che possono essere legittimamente adottate degli Stati membri, e allo stesso modo possono essere adottate anche misure di contrasto alle specie invasive”.

Soluzioni proposte dall’Ue e di attuazione su base locale, con gli apicoltori protagonisti nell’affrontare il problema, ma in un quadro di priorità locali. Secondo la Commissione europea spetta quindi agli Stati membri provvedere al contrasto delle specie invasive, con misure di controllo e procedure di distruzione dei nidi.

“Una speranza in più – ha commentato Briano – arriva dai programmi di ricerca come Horizon 2020, che potrebbero sostenere ricerche sulle specie invasive, incluso il calabrone asiatico, nel quadro della sfida su sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomica”.

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