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Borghetto, Maria Falcone incontra gli studenti: “Per contrastare la mafia basta che facciate il vostro dovere” fotogallery

Stamattina centinaia di studenti si sono riuniti al palazzetto dello sport di Borghetto cittadina rivierasca per ascoltare di Maria Falcone, che ha raccontato il lavoro e l'impegno di suo fratello Giovanni.

Borghetto Santo Spirito. “Fate soltanto e semplicemente il vostro dovere”. Sta forse tutto in questa semplice ma efficace frase di Giovanni Falcone il senso e l’insegnamento più importante di “Parliamo di legalità”, il progetto organizzato dal Comune di Borghetto Santo Spirito e finalizzato ad approfondire le tematiche di legalità, mafia e senso civico attraverso serie di attività ed incontri, durante i quali questi temi vengono spiegati e contestualizzati grazie anche alle testimonianze di chi da sempre lotta contro la mafia e la malavita organizzata.

Borghetto, Maria Falcone incontra gli studenti delle scuole

Stamattina centinaia di studenti delle scuole di Borghetto e di tanti altri paesi della zona si sono riuniti al palazzetto dello sport della cittadina rivierasca per ascoltare le parole di Maria Falcone, che ha raccontato il lavoro e l’impegno di suo fratello Giovanni, il grande magistrato in prima linea nella lotta alla mafia e ucciso nell’attentato di Capaci il 23 maggio 1992.

Una mattinata di dialogo intenso con la sorella di uno degli uomini simbolo (insieme a Francesco Borsellino) della lotta alla malavita organizzata che ha permesso ai ragazzi di scoprire come il contrasto alle mafie e l’instaurarsi della legalità passi anche e soprattutto per l’impegno dei cittadini di tutte le età.

Per evitare che la malavita attecchisca – ha spiegato Maria Falcone – occorre adottare tutte quelle misure di prevenzione necessarie per stroncare la possibilità che queste organizzazioni mafiose riescano ad attecchire sul territorio. Questi gruppi non sono i ‘soliti’ criminali: riescono a infiltrarsi in quelli che sono i gangli vitali della società riuscendo a corrompere il magistrato, il rappresentante delle forze dell’ordine, il politico (creando il voto di scambio), creando il fenomeno del pizzo. Sono tutti fenomeni che comunque ormai la magistratura e le forze dell’ordine conoscono bene. Inoltre ci sono ormai delle legge che sono state create dopo la morte di mio fratello Giovanni e di Paolo Borsellino sulla spinta dell’emozione del momento”.

Si potrebbe pensare che il nostro non sia un territorio sensibile. Invece da tempo i magistrati hanno evidenziato come le infiltrazioni della malavita siano più che una semplice possibilità. I recenti fatti di cronaca lo confermano: “Giovanni diceva che non esistono isole felici – commenta ancora Maria Falcone – Il problema mafioso non è un problema del sud: le varie organizzazioni hanno sì il dominio del territorio delle zone del meridione, ma i veri affari li fanno al nord. Isola felice non è la Liguria, non è la Lombardia e non è il Piemonte. Quando due anni fa si parò di infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia qualche politico si indispettì perché a suo dire non esistevano tali infiltrazioni. Dopo pochi mesi si venne a sapere che la ‘ndrangheta aveva creato un’organizzazione di scambio di voti particolarmente efficace. E’ una delle caratteristiche delle organizzazioni mafiose: il voto di scambio”.

I ragazzi di oggi, gli adulti di domani, possono cambiare le cose: “Ripeto sempre una frase che forse può sembrare banale, perché per certi versi mi sembrava così anche quando la diceva Giovanni. Ai miei figli che gli chiedevano cosa potessero fare contro la mafia, lui rispondeva: ‘Fate soltanto semplicemente il vostro dovere’“.

Il prossimo appuntamento di “Parliamo di legalità” è per il 17 aprile: al centro ci sarà la storia di Placido Rizzotto, giovane segretario della Camera del Lavoro ucciso in un agguato di mafia ordinato dall’emergente boss Luciano Liggio: a raccontarla il nipote. Il 18 maggio, infine, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri e lo scrittore e giornalista Antonio Nicaso incontreranno gli alunni delle scuole medie e superiori.

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