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Arresto per tentata estorsione, Fotia e Barbino si difendono davanti al gip

Nel corso degli interrogatori di garanzia gli arrestati hanno risposto alle domande del giudice Fois

Savona. Due interrogatori “fiume”. Francesco Fotia e Igor Barbino, arrestati lo scorso giovedì con l’accusa di tentata estorsione, questa mattina hanno deciso di rispondere alle domande del gip Emilio Fois.

Entrambi, piuttosto che avvalersi della facoltà di non rispondere, hanno preferito spiegare la loro versione dei fatti davanti al giudice (per Fotia l’interrogatorio di garanzia è durato circa due ore). Dopo averli sentiti il gip si è riservato di decidere sulle istanze di scarcerazione presentate dai difensori degli arrestati.

L’arresto ha preso le mosse dalla denuncia di un tentativo di estorsione legato al risarcimento di un’assicurazione del valore di cinquantamila euro che è stata presentata alla fine di dicembre da E.D., un cuoco savonese. Dopo mesi di indagine sull’episodio il giudice Emilio Fois, su richiesta del pm Chiara Venturi, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’ipotesi dell’accusa è che Fotia, con la collaborazione di Barbino, e del nipote Giuseppe Criaco (che è stato denunciato a piede libero e colpito da un divieto di avvicinamento alla presunta vittima) abbia chiesto al cuoco la restituzione dei soldi incassati dall’assicurazione in seguito ad un incidente avvenuto nel luglio del 2014 quando E.D. e Igor Barbino stavano provando la moto d’acqua di proprietà della famiglia Fotia. Un’onda li travolge e il cuoco riporta gravi fratture vertebrali per le quali è costretto a restare a riposo per qualche mese, per poi ricevere un risarcimento di 50 mila euro dall’assicurazione.

Proprio di questi soldi avrebbe chiesto successivamente conto Francesco Fotia. Da qui un viaggio (insieme al nipote Giuseppe Criaco) a Montecarlo, dove nel frattempo il cuoco aveva trovato lavoro, nel corso del quale la parte lesa sarebbe stato invitata a consegnare i soldi del risarcimento o comunque una parte perché la moto era rimasta danneggiata in seguito all’incidente ed era stata riparata. I modi però, secondo la denuncia del cuoco e quanto ricostruito dalla polizia, sarebbero stati minacciosi (a Fotia viene anche contestato di aver mimato il gesto di avere una pistola), intimidatori. Ma non sarebbe finita lì. Il 30 dicembre successivo il cuoco aveva un appuntamento a Savona da un notaio, dove avrebbe dovuto cedere le quote del locale aperto da Barbino in via Untoria, e lì avrebbe trovato ad aspettarlo Francesco Fotia, avvertito, secondo la ricostruzione della polizia, dallo stesso Igor Barbino. Ecco perchè la polizia contesta all’animatore della movida un coinvolgimento nel tentativo di estorsione.

Una ricostruzione contestata da Barbino che, come spiega il suo legale Cristiano Angelini questa mattina ha spiegato il contesto delle telefonate e il suo comportamento: “A mio modo di vedere ha chiarito tutto in maniera puntuale senza sottrarsi alle domande”. Barbino avrebbe spiegato che i soldi chiesti erano una minima parte del risarcimento, ovvero quelli relativi alla riparazione della moto (circa 7000 euro da dividere tra il cuoco e lo stesso Barbino).

“Ha fornito una versione verosimile rispetto alle circostanze in cui si sono verificati i fatti. Ha spiegato ogni circostanza e ora attendiamo che il giudice faccia le sue valutazioni” ha spiegato l’avvocato Angelini che al termine dell’interrogatorio ha chiesto la scarcerazione di Barbino o, in subordine, la concessione degli arresti domiciliari.

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