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Arresto di Francesco Fotia, il fratello Pietro lo difende: “Non c’è nessuna estorsione”

L'imprenditore attacca: "E' un reato di persecuzione. Quei soldi sono stati incassati dall'ex cuoco del nostro ristorante grazie alla mia assicurazione"

Savona. A poche ore dall’arresto del fratello Francesco, l’imprenditore Pietro Fotia interviene per chiarire il contesto della vicenda: “Non c’è nessuna estorsione. Questo signore era un cuoco che lavorava nel nostro ristorante a Savona. Ha usato la mia moto d’acqua e ha fatto dei danni. Dalla mia assicurazione ha incassato cinquantamila euro, ha preso i soldi ed è andato a Montecarlo”.

“Io dei soldi dell’assicurazione non ho visto nemmeno un centesimo, le pare normale? Questa sarebbe l’estorsione? Io so solo che facendo questo giro in moto d’acqua hanno fatto dei danni incredibili al mezzo, al quale si è fuso il motore. Questo signore in più ci ha lasciato senza cuoco al ristorante ed è andato a Montecarlo con i soldi. Questo è il contesto nel quale mio fratello è stato arrestato per tentata estorsione..Non è un reato di estorsione, ma è un reato di persecuzione” si sfoga Pietro Fotia.

L’imprenditore poi torna a parlare dell’altra vicenda giudiziaria che di recente lo ha coinvolto: il sequestro di tre società del Gruppo Fotia, la Scavo-ter, la Seleni e la Pdf: “Una società fittizia c’è quando una persona cerca di intestare ad altri qualcosa che vuole nascondere. In questo caso non c’era nulla che volessimo nascondere”.

“Mi sembra davvero che questo sia uno degli ultimi colpi che la Procura prima di andare in pensione cerca di fare. Ma noi crediamo nella giustizia e ci difenderemo” attacca Fotia che aggiunge: “Il vero unico scopo della misura è che l’amministratore nominato dal tribunale faccia una perizia è che si arrivi a chiedere il fallimento delle società”.

L’imprenditore non nasconde di avere la sensazione di trovarsi davanti ad un accanimento: “E’ una persecuzione ad orologeria, studiata a tavolino e noi lo dimostreremo nelle sedi opportune. Sono delle mascalzonate continue che ci vengono fatte, ma ci vuole ben altro per demoralizzarci”.

“Sarebbe bastato vedere la perizia depositata in tribunale per ricostruire la storia delle nostre società. Inevitabilmente l’azienda è in difficoltà in questo momento, credo sia normale dopo quattro anni di queste cose. Avevamo appena messo in piedi un pacchetto di lavori da 3,5 milioni per ripartire e invece è arrivato questo provvedimento, basato su una serie di falsità” conclude Pietro Fotia.

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