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“Appesa ad un filo”: mamma Katya racconta la storia di Giulia, bimba nata prematura

Katya Notari è la madre di Giulia, ragazzina di 10 anni diversamente abile. Ha raccontato la storia di sua figlia e del modo in cui il suo arrivo ha cambiato la sua vita nel libro "Appesa ad un filo"

Borghetto Santo Spirito. “Volevo raccontare la storia di mia figlia, del modo in cui ha cambiato la nostra vita e il nostro modo di vedere le cose. Volevo far conoscere agli altri i miei pensieri. E far capire a tutti che non sempre le storie hanno un lieto fine ma non per questo bisogna disperarsi”.

Katya Notari vive a Borghetto ed è la madre di Giulia, una ragazzina di 10 anni diversamente abile. E’ nata prematura di 28 settimane e, nonostante il periodo che ha passato in incubatrice al Gaslini, la nascita anticipata ha avuto su di lei diverse conseguenze negative. Katya ha raccontato la storia di sua figlia e del modo in cui il suo arrivo ha cambiato la esistenza sua e della sua famiglia nel libro “Appesa ad un filo”, edito da BooksPrint Edizioni.

Il libro non racconta la vicenda di un bambino nato prematuro che poi si è ripreso ed è cresciuto sano – spiega Katya – Non parla di un miracolo, ma di una bambina che non è riuscita a guarire. Perché non tutti i parti prematuri si risolvono senza conseguenze. Ecco, io volevo che anche gli altri sapessero di ciò”.

Il libro ha quasi uno scopo “terapeutico”: “Di solito i genitori ai quali nascono figli prematuri si attaccano alle testimonianze positive per darsi coraggio. Credo sia anche necessario conoscere l’altro lato della medaglia. Gli altri libri sullo stesso argomento danno sempre una speranza, io volevo raccontare un’altra storia. Una storia di coraggio“.

Il volume contiene molto dell’intimità della sua autrice: “Vi ho raccolto i miei pensieri e ho cercato di raccontare le tappe del viaggio che ci siamo trovati ad affrontare quando siamo entrati a far parte di questo ‘mondo’. Tanti non capiscono non per mancanza di sensibilità, ma semplicemente perché è difficile comprendere in pieno tutti gli aspetti della vita di una bambina come mia figlia”.

Il libro è rimasto in cassetto per un anno: “Grazie alle insistenze di mia sorella – racconta ancora Katya – finalmente qualche mese fa mi sono decisa e l’ho fatto pubblicare. Anche lei credeva che fosse importante che io raccontassi questa storia. Vivendo con me e Giulia anche lei si è resa conto delle tante piccole e grandi cose con le quali noi ci dobbiamo confrontare ogni giorno”.

Il titolo ha un doppio significato: “Il filo del titolo è quello della vita a cui Giulia ha cercato di restare attaccata fin dalla nascita, lottando per sopravvivere. Ma è anche il filo dell’altalena, che è il suo gioco preferito“.

Katya, infatti, è la mamma di Borghetto che l’anno scorso ha chiesto e ottenuto dall’amministrazione del sindaco Gianni Gandolfo l’installazione di un’altalena per disabili a Parco Collodi: “C’è voluto qualche mese per averla, ma finalmente ora anche Giulia può dondolarsi. Prima che la installassero ogni volta che andavamo al parco mi indicava le altre altalene e con lo sguardo mi faceva capire quanto lei volesse salirci. Del resto, è una bambina. Quando l’altalena finalmente è arrivata e Giulia ci è salita è stato uno dei momenti più felici della sua e della mia vita. Non smetteva di sorridere e di guardare i cavi di sostegno che si muovevano sopra di lei”.

Il libro di Katya Notari è in vendita sul sito Internet della casa editrice. Tutto il denaro raccolto verrà utilizzato per acquistare un’incubatrice da donare al Gaslini a nome di Giulia: “Visto che ci ha passato tanto tempo – chiosa Katya – è giusto aiutare gli altri bambini che si troveranno nelle stesse condizioni di mia figlia”.

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