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Albenga, grande successo e bis per il pianista Andrea Bacchetti. Tomatis: “Un onore”

Albenga. Terzo appuntamento della stagione per l’Associazione Musicale G. Rossini che in collaborazione con il comune di Albenga ha portato in città un evento in prima mondiale: il pianista Andrea Bacchetti. L’artista ha regalato in anteprima il Concerto che terrà venerdì prossimo presso la Fondazione Juan March di Madrid.

“Già in passato sono stati tanti i tentativi di portare ad Albenga un musicista di questo incredibile livello e non era stato possibile – afferma il vice sindaco Riccardo Tomatis – ieri sera finalmente, grazie all’Associazione Rossini, Albenga ha avuto questo onore. In una sala gremita anche il grande musicista Riccardo Zegna e tanti appassionati di musica classica, a dimostrazione di quanto questa città abbia a cuore la cultura e risponda con entusiasmo ad eventi di qualità”.

Scrive Alfredo Sgarlato, grande conoscitore di musica e critico musicale nel descrivere l’evento e annotando come in un diario:

“I brani presentati come un’unica suite, senza interruzioni. Si apre con Debussy, con “Les sons et les parfumes tournent dans l’air de soir” e il celeberrimo, splendido “Prelude a l’apres midi d’un faune”, che Bacchetti trasfigura accentuandone la parte ritmica e tirandone fuori un’anima romantica che non stride con lo coloratura intimista che Debussy cercava nella musica. Ci viene spontaneo il confronto con Pogorelich, quando esegue Chopin dandogli un taglio impressionista: la musica classica si pensa come rigorosamente scritta, ma un grande esecutore sa come farla sua.

Debussy si sposa perfettamente con Gian Francesco Malipiero, compositore italiano che non ha la risonanza che merita: i contemporanei lo consideravano il maggiore dopo Verdi. Molti gli stili che affrontò nella sua vita, la pagina scelta da Bacchetti, “La siesta”, non è distante dal lavoro che in quegli anni conducevano Stravinskij e Bartok, compositori che peraltro stimavano molto Malipiero. Con Arnold Bax, compositore inglese di inizio ‘900, anch’egli molto stimato in vita e poi dimenticato e vittima della depressione, la bellezza del tocco si sposa con la raffinatezza della composizione, “Mediterranean”, non siamo lontani da Errol Garner o Lennie Tristano, pianisti jazz che facevano loro la lezioni degli impressionisti. Bello perdersi nella musica e intanto seguire il movimento delle mani, che si intrecciano sulla tastiera o si muovono nell’aria disegnando le linee che poi andranno a suonare”.

La serata ha ottenuto un grande successo e tra le ovazioni il pubblico ha richiesto un bis, che l’artista ha accolto eseguendo tre brani.

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