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Agricoltura, al via le semine dell’orzo per la birra “a chilometro zero”

Valbormida. Nei giorni scorsi sono state portate a termine in Valbormida le semine dell’orzo distico destinato alla produzione della birra a chilometro zero che verrà prodotta proprio nell’entroterra savonese.

La Coldiretti di Savona è impegnata con il Cersaa a portare a termine quello che è iniziato come un progetto dimostrativo finanziato dalla Regione e che ora sta diventando una vera e propria opportunità per i produttori agricoli dell’entroterra savonese.

“In origine – spiegano da Coldiretti – il progetto si è concentrato sull’individuazione dei luppoli presenti in loco che avessero le caratteristiche idonee al fine di avere, come risultato finale, una birra di pregio e di alta qualità dal punto di vista organolettico e che riscontrasse il gusto del consumatore. In parallelo si sono fatte le prove di coltivazione dell’orzo distico, ottenendo risultati eccellenti”.

“Il progetto – dichiara il presidente Gerolamo Calleri – intende rilanciare in modo innovativo l’agricoltura montana, la gestione dei territori e il turismo gastronomico sviluppando produzioni ad alto valore aggiunto (orzo e luppolo tra i prodotti agricoli e i loro semilavorati; birre legate al territorio tra i prodotti finiti; commercializzazione di sottoprodotti). Considerato il crescente consumo di birra, che nei paesi del Mediterraneo ha eguagliato quello del vino (in Italia nel 2013 sono stati prodotti in totale 13 milioni e 256 mila ettolitri di birra), il progetto intende favorire l’introduzione del concetto di ‘territorialità’ della produzione di birra, sfruttando la biodiversità locale (luppolo) o le particolari caratteristiche date dall’ambiente alle altre materie prime (orzo, acqua)”.

“Una strategia comune di valorizzazione di un prodotto agroalimentare come la birra – prosegue il presidente Calleri – può essere vincente per lo spazio alpino creando opportunità per i giovani ed un incentivo a rimanere su un territorio difficile come quello montano”.

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