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Vado, aggredì la ex compagna a coltellate: condannato a 11 anni

Savona. All’alba del 27 novembre del 2013, in via Piave a Vado Ligure, aveva brutalmente aggredito la sua ex fidanzata colpendola con nove coltellate alle gambe e al bacino. Questa mattina, per quell’episodio, Francesco De Giorgio, il cinquantenne che subito dopo l’aggressione era finito in manette per tentato omicidio, è stato condannato a undici anni di reclusione con il rito abbreviato.

La sentenza è stata emessa dal giudice Emilio Fois (in aula era presente anche la vittima che riceverà una provvisionale da cinquantamila euro) dopo che, nella sua requisitoria, il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro aveva chiesto una condanna a undici anni e sei mesi di reclusione.

Dopo l’arresto, sia davanti al pm che al gip, De Giorgio aveva ammesso le sue responsabilità scusandosi per il suo gesto. L’uomo si era anche giustificato spiegando: “Non volevo ucciderla e non pensavo di averle dato così tante coltellate”. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, quella mattina, De Giorgio si era presentato davanti al negozio di frutta e verdura gestito dalla sua ex, una quarantenne, L.N., e l’aveva aggredita con un coltello a serramanico che aveva in auto.

Sempre in occasione dell’interrogatorio l’uomo aveva confessato: “Sono andato lì con l’intenzione di picchiarla. Non pensavo di averle dato tutte quelle coltellate”. Sui motivi che avevano scatenato la furia di De Giorgio, oltre che la fine della relazione con la donna, ci sarebbero stati anche strascichi economici: “Lei mi doveva dei soldi” aveva detto al giudice l’arrestato. Le discussioni tra i due comunque, secondo quanto accertato dagli inquirenti, andavano avanti già da qualche tempo, tanto che ad ottobre 2013 la donna aveva presentato una denuncia contro l’ex compagno.

Alla luce di questi elementi all’uomo, dopo l’accusa di tentato omicidio, era stata contestata anche quella di stalking per episodi di minacce continue che sarebbero iniziati a maggio del 2013. Il pm aveva anche disposto una perizia per valutare la gravità delle lesioni subite dalla vittima. L’analisi delle ferite era servita per valutare la direzione dei colpi, l’entità dei danni subiti e se fossero stati inferti mirando a punti vitali.

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