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Uil Pensionati contro i tagli alle regioni: “Si trasformano in balzelli per i cittadini”

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Provincia. “L’ipotesi di rivedere le esenzioni dei Ticket sanitari è scellerata e inopportuna, in quanto si vorrebbe far pagare chi negli ultimi anni non ha avuto benefici fiscali: i pensionati e i disoccupati”. Così inizia il comunicato con cui la sezione savonese di Uil Pensionati si scaglia contro i tagli di 4 miliardi ai bilanci delle regioni, che hanno comportato, tra l’altro, la revisione dei criteri di esenzione dal ticket.

“Nel 2013 l’incasso delle ASL per i Ticket sanitari è stato quasi di 1,5 miliardi di euro – fa sapere il segretario savonese Umberto Firpo – Cifra che se spalmata su tutta la popolazione equivale appunto a 24 euro medi l’anno, con punte di 44 euro medi in Val D’Aosta e minimi di 7 euro medi pro capite in Campania”.

“La UIL aveva già denunciato il rischio di un aumento di ‘balzelli’ per i cittadini, per far fronte ai tagli, di 4 miliardi, ai Bilanci delle Regioni operati dalla Legge di Stabilità – avverte Firpo – Tanto da farci dire, che cambia la forma ma non la sostanza. Infatti, da una nostra prima analisi, già alcune Regioni hanno rimodulato le aliquote delle Addizionali Regionali IRPEF. In particolare la Liguria, come il Piemonte, il Lazio e l’Abruzzo, ha rimodulato in alto le aliquote per alcuni scaglioni di reddito”.

In Liguria, per i redditi fino a 15 mila euro, si pagherà l’1,23% (come lo scorso anno); per i redditi fino a 28 mila euro si pagherà invece l’1,81% (lo scorso anno l’1,23%); per i redditi fino a 55 mila euro si pagherà il 2,315% (1,73% l’aliquota dello scorso anno); per i redditi fino a 75 mila euro si pagherà il 2,32% (1,73% lo scorso anno); oltre i 75 mila euro si pagherà il 2,33% (1,73% lo scorso anno).

“Il Governo Centrale e i Governi Periferici, sono, di fatto corresponsabili di questo possibile rischio di aumento delle tasse e non possono far finta che la questione non li riguardi – conclude Uil Pensionati – Si deve evitare il bis della telenovela della Tasi che ha prodotto solo sconcerto e danno ai contribuenti”.

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