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Tirreno Power, l’inchiesta “accelera”: la Procura formalizza nuove accuse

Savona. La scorsa settimana in Procura si era avvertita la sensazione che nell’inchiesta sulla centrale Tirreno Power qualche sviluppo fosse imminente. E anche se il riserbo degli inquirenti è massimo, questa mattina è trapelata qualche indiscrezione che sembra confermarlo. Nei giorni scorsi il procuratore Francantonio Granero, che coordina l’inchiesta insieme al sostituto Chiara Maria Paolucci, avrebbe infatti formalizzato nuove accuse e iscritto sul registro degli indagati nuovi nomi.

Dopo il direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria Gabriella Minervini anche altri funzionari amministrativi (del Ministero?) sarebbero quindi indagati nell’ambito dell’inchiesta Tirreno Power. Impossibile, almeno per ora, avere conferme ufficiali, ma la sensazione è che l’indagine abbia segnato una nuova svolta. Il fatto che i magistrati savonesi stessero indagando a 360° anche per valutare le condotte dei funzionari che hanno seguito le pratiche relative alla centrale non era un mistero e ora, anche sulla base del materiale raccolto durante le numerose audizioni delle scorse settimane, sembrano essere arrivati i primi risultati.

L’inchiesta insomma non sembra subire battute d’arresto e al contrario continua a ritmo serrato. Secondo indiscrezioni, tra l’altro, le deposizioni delle persone con competenze in campo sanitario acquisite dagli inquirenti avrebbero fortemente rafforzato gli esiti della consulenza della Procura.

Commenti

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  1. Scritto da Mattia Rossi

    Ciao Carlo
    condivido quello che scrivi sulla lungaggine delle indagini, ma immagina in che ambiente sono costretti a lavorare i magistrati, il proprietario di Tirreno è De Benedetti tessera numero 1 del PD, governo della regione Liguria PD, governo nazionale PD.

    Forse per te che guardi non occhi non italici non ti sembra proprio “normale” ma immagina noi poveri italiani costretti a vivere … e morire … per questa gente … !!!

  2. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Sarebbe possibile osservare nel pensiero unico anti Tirreno che un’inchiesta (non processo) giudiziaria che dura 4 anni (costi milionari immagino ma non si conoscono) sarà anche un’inchiesta a tamburo battente, pare più che altro un lento de profundis per qualsiasi azienda…
    Forse in Italia sarà normale, ma a me guardando con gli occhi non italici proprio “normale” non pare.