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Tirreno Power, Burlando: “Documento Iss e perizia Procura troppo diverse, questo complica tutto”

Regione. Venerdì scorso, nel giorno in cui si era diffusa la notizia di un suo coinvolgimento nell’inchiesta su Tirreno Power, aveva difeso l’operato della Regione ed aveva invocato che un documento dell’Istituto Superiore di Sanità, nel quale la valenza della consulenza della Procura sarebbe duramente criticata, fosse reso pubblico.

Oggi il Governatore della Liguria Claudio Burlando è tornato sul tema Tirreno Power difendendo ancora una volta il lavoro degli uffici regionali e della sua Giunta: “Mi sembrava giusto che io ripercorressi come noi abbiamo seguito questo iter con scrupolo e serietà, adesso mi pare giusto fermarmi qui. Sono a disposizione degli inquirenti se vorranno ascoltare anche me dopo aver ascoltato i miei assessori e i funzionari”.

Burlando, in riferimento al documento (etichettato spesso come il parere che “smonta” la consulenza della Procura) datato 28 gennaio 2014 e firmato da due dirigenti dell’Iss, Stefania Salmaso e Loredana Musumeci, ha precisato: “Non dico che smonta o non smonta la perizia, certamente dice cose diverse. Non è uscito da noi, io ce l’ho ben stretto e non l’ho diffuso. Comunque è molto difficile se chi approccia a questo argomento arriva a conclusioni molto diverse come dimostra questo caso”.

Se le notizie che circolano sul documento dell’Iss parlano di una relazione nella quale lo studio redatto dai consulenti dei magistrati savonesi viene bocciato (“non sarebbe redatto in modo chiaro ed esauriente”, “non identifica le fonti di pressione ambientale presenti nell’area né stima i loro contributi” e “non si evince se l’approccio proposto dagli autori della perizia sia stato in
precedenza validato dalla comunità scientifica), quasi nessuno precisa che quel parere sarebbe stato però redatto senza conoscere tutti i contenuti della consulenza, ma prendendo visione soltanto di una parte di essa. Un aspetto che, secondo le indiscrezioni trapelate da palazzo di giustizia, sarebbe emerso quando il procuratore Francantonio Granero e il sostituto Chiara Maria Paolucci hanno ascoltato come persone informate sui fatti le dirigenti Salmaso e Musumeci.

Dopo il confronto con gli inquirenti, come successo anche di recente nel caso dei “pareri” dell’Ist di Genova, le critiche verso lo studio della Procura – sempre secondo quanto trapelato dal sesto piano di palazzo di giustizia – sarebbero uscite decisamente ridimensionate (per non dire azzerate). Erano stati gli stessi magistrati che indagano sulla centrale a non nascondere come la consulenza fosse uscita rafforzata dalle audizioni di alcune persone con competenze in campo sanitario e ambientale.

Tornando a Burlando, oggi, il presidente della Regione ha ribadito che la sua unica preoccupazione è il futuro dei lavoratori: “Non è tanto la vicenda giudiziaria che mi preoccupa, perché trovo giusto che uno si difenda in altra sede e non in quella politica e istituzionale; spero solo che sia possibile trovare una soluzione che naturalmente sia rigorosissima dal punto di vista ambientale e della salute, ma che consenta di tuttavia anche di mantenere l’occupazione, che in provincia di Savona è davvero un problema enorme”.

Il Governatore della Liguria ha poi ricordato che la salute è sempre stato un tema sentito per la sua amministrazione: “Non esitai a chiudere l’altoforno 10 anni fa, quando capimmo che non c’era alcuna possibilità di conciliare ancora salute e ambiente col lavoro, ma proteggemmo molto il corpo sociale che ancora adesso usa quell’accordo. Quindi questa Regione sa fare i conti con processi dolorosi di perdita di lavoro quando non è compatibile con la salute”.

“Abbiamo sempre scrupolosamente cercato di trovare una soluzione che tenesse insieme i due aspetti, non si possono sacrificare minimamente salute e ambiente rispetto al lavoro, sono due cose che vanno fatte insieme. Per il resto non tocca a me commentare studi tecnici, noi dobbiamo avvalerci delle nostre strutture. Mi rincresce che anche loro siano sottoposte a un’indagine dolorosa, spero che sia possibile trovare una soluzione. Ora sarà il governo che deve decidere se c’è un punto di equilibrio o se non c’è” conclude Burlando.

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