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Streaming del consiglio comunale di Alassio, Invernizzi: “Favorevole alla trasmissione in video” fotogallery

Alassio. “Sono il primo fautore della trasmissione video del consiglio comunale, lo dimostra la mia contrarietà all’approvazione del nuovo regolamento”.

Ci tiene a fare chiarezza su quello che è successo durante la calda riunione del parlamentino di ieri, i presidente del consiglio comunale di Alassio Rocco Invernizzi.

Durante l’assemblea è stato discusso il nuovo regolamento comunale che elimina la possibilità di trasmettere in streaming le immagini delle riunioni e limita la diffusione al solo audio.

“Ieri in consiglio sono state travisate le mie intenzioni per quanto riguarda la possibilità di effettuare riprese televisive – spiega Invernizzi – Avevo appena chiesto di togliere i cartelli di protesta del pubblico e di riporre le videocamere quando è entrato nella sala consigliare l’emittente televisiva di Tele Imperia. Il cameraman ed il giornalista non si sono identificati quindi, pensando che si trattasse di un privato, ho chiesto come agli altri di sospendere le riprese. Quando mi è stato risposto che erano dell’emittente imperiese ho chiesto un parere al Segretario comunale ed ho autorizzato la ripresa. Mi scuso con tele Imperia per l’equivoco”.

Invernizzi poi aggiunge: “Il consiglio comunale favorisce e promuove la pubblicità dei suoi lavori in applicazione delle disposizioni contenute nel testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. A norma di legge, i privati cittadini che intendano eseguire videoriprese e trasmissioni televisive o su web delle sedute pubbliche in diretta o in differita devono assumersi per iscritto la responsabilità per un eventuale utilizzo improprio e contrario alle leggi delle riprese effettuate, nonché attestare il rispetto di tutto quanto concerne la normativa in materia di privacy”.

Diverso il discorso per i giornalisti: “La diffusione delle immagini e delle riprese delle sedute consiliari da parte di testate giornalistiche, che si identificano chiaramente come tali al fine di evitare spiacevoli incomprensioni, deve ritenersi in generale consentita, anche senza il preventivo consenso degli interessati, sulla base di quanto disposto dalla normativa e dal codice di deontologia relativo al diritto di cronaca giornalistica. Al giornalista è consentito anche esprimere eventuali opinioni o commenti durante le riprese senza arrecare disturbo ai lavori consiliari”.

Vista questa sfilza di norme e l’importanza di rendere il più possibile pubblici i lavori del consiglio, la posizione di Invernizzi ” non può che essere pienamente allineata ai principi legislativi e costituzionali sopra succintamente richiamati, a tutela dei diritti di cronaca e dei principi di massima trasparenza dei quali, nella mia qualità di presidente del consiglio comunale, mi ritengo primo garante”.

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