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Spotorno, Enpa scopre e smantella due trappole illegali a Coreallo: “Sono crudeli strumenti di morte”

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Spotorno. Le guardie zoofile di Enpa hanno scoperto e smantellato due lacci di cavo metallico (del tutto illegali) nascosti in località Coreallo a Spotorno.

“Da quando la polizia provinciale aveva ucciso una femmina di cinghiale nel torrente a Spotorno ed i suoi cinque cuccioli vagavano per i boschi – spiegano dalla protezione animali di Savona – le nostre guardie zoofile avevano avviato controlli periodici sul territorio nel timore che le bestiole fossero vittime di bracconaggio. embrava infatti che qualcuno avesse installato abusivamente una gabbia trappola per catturarli ma di essa non ne hanno trovato traccia”.

Invece i volontari hanno trovato altro: “In località Coreallo hanno trovato due lacci in robusto cavo metallico, fissati ad alberi e posizionati lungo i sentieri dove gli animali passano per andare a bere; gli agenti zoofili hanno subito smontato e disarmato gli arnesi di morte, mettendo il sentiero in sicurezza”.

Ora le trappole sono inerti, ma potrebbero aver già mietuto qualche vittima: “Non è purtroppo escluso – osservano da Enpa – che qualche animale, cinghiale, daino o capriolo, vi sia finito in passato e vi abbia trovato una morte atroce. Il cavo infatti si stringe inesorabilmente attorno alla preda: quando colpisce il collo la morte è sicura e crudele per lenta asfissia; quando si avvolge attorno ad un arto è ancora peggiore, perché se non sopraggiunge il bracconiere a finirlo l’animale va incontro ad una lentissima agonia per fame, sete e cancrena della zampa. In certi casi, quando si tratta di volpi o cinghiali finiti in tagliole, la vittima arriva a tagliarsi la parte imprigionata a morsi, riuscendo a guadagnare una dolorosissima ed incerta libertà”.

In provincia di Savona i dati sul bracconaggio sono in media con le altre zone del paese: “Non è né superiore né inferiore ad altre zone della Liguria e d’Italia ma è molto più diffuso di quanto non si pensi. Secondo calcoli (ovviamente approssimativi), Enpa ritiene che ogni anno siano non meno di 20 mila gli animali selvatici vittime del bracconaggio, praticato spesso da persone anziane residenti nelle campagne ma non disdegnato da qualche giovane, anche di città, alla ricerca di sensazioni forti e selvagge che, evidentemente, vive un rapporto con la natura crudele e criminale”.

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