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Specie aliene nel mar Mediterraneo, Verdi: “A rischio area marina protetta di Bergeggi”

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Provincia. Canale di Suez, mar Ligure e specie aliene che danneggiano l’ecosistema locale. A lanciare l’allarme sono i Verdi di Savona. “Negli ultimi anni – spiega Gabriello Cortellazzi – c’è già stata una prima migrazione di specie aliene dal Mar Rosso verso il Mar Mediterraneo in seguito all’apertura del Canale di Suez. La specie aliena in molti casi riesce ad adattarsi e prendere il sopravvento su una o più specie originarie portandole all’estinzione. L’annunciato raddoppio del Canale di Suez, che verrà probabilmente ultimato nella prossima estate, metterà a rischio l’intero ecosistema dei nostri mari fino alle Aree Marine Protette liguri, compresa quella di Bergeggi. Infatti si potrà verificare, a questo punto, una vera e propria invasione biologica”.

“L’allarme è stato lanciato dal “Unione Mondiale per la Conservazione della Natura” ed è oggi necessario che l’Unione Europea convinca l’Egitto ad adottare misure di mitigazione, in quanto sono già troppe le specie tropicali giunte fino a noi. Ulteriori dati, forniti dal “European Alien Species Information Network” (EASIN), denunciano come le specie aliene possano causare gravi conseguenze alle reti alimentari: circa quattrocento specie aliene di pesci e invertebrati sono già arrivate in passato nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.

“Per l’Area Marina Protetta di Bergeggi, come per le altre liguri, di Portofino e delle Cinque Terre, c’è uno stato di allerta per alcune specie aliene pericolose: il “Pesce Flauto”, il “Pesce Ramarro”, il “Siganus Luridus”, il “Pesce Palla Argenteo”, il “Mitilo del Mar Rosso” e tra le alghe, l’ “Alga Rossa Invasiva”, il “Codium Fragile”, la “Caulerpa Racemosa”, ecc.
L’identificazione e il controllo circa presenza di queste specie è importante per la ricerca di metodi necessari a mitigare i danni alla biodiversità del nostro mare”.

“A questo punto – concludono i Verdi – è necessario che anche la Regione Liguria solleciti l’Unione Europea ad intervenire con urgenza affinché, nel completare i lavori, vengano messe in atto misure preventive efficaci (interventi sui flussi di salinità ecc.) già indicate da autorevoli Istituti di ricerca, in vista di questo rischioso raddoppio del Canale”.

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