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Savona, presidio in difesa della polizia marittima. Tissone (Silp): “Porto in crescita, basta tagli alla sicurezza” fotogallery

Savona. Si è svolta stamattina, davanti alla sede dell’autorità portuale di Savona, la manifestazione di Silp-Cgil per dire no alla soppressione degli uffici della frontiera marittima savonese al vaglio del dipartimento di pubblica sicurezza.

Savona, presidio in difesa della polizia marittima

Un’ipotesi che preoccupa non poco il sindacato: “Vogliamo spiegare ai cittadini – spiega il segretario nazionale Daniele Tissone – che intervenire su un presidio così importante come la frontiera marittima riducendolo in organico e depotenziandolo rispetto ai mezzi e alle tecnologie è uno sbaglio, un errore che non si può fare. Soprattutto in questo particolare momento in cui l’Europa si sta interrogando su quelli che sono i nuovi sistemi di controllo anche dei cittadini che provengono dai paesi di area Schengen. Noi sappiamo che il problema non riguarda solo l’extra Schengen, ma anche la libera circolazione dei cittadini europei”.

Molti dei quali transitano per il porto di Savona: “Il presidio di Savona – aggiunge Tissone – garantisce e fornisce tutte quelle garanzie che possono consentire un controllo più accurato dei passeggeri e dei mezzi che circolano in ambito portuale. Chiudere il presidio o ridimensionarlo è una sciocchezza. Chiediamo ai cittadini che ci diano una mano, che ci sostengano in questa vertenza perché è una vertenza in favore della sicurezza del nostro paese e delle persone che viaggiano e che si spostano all’interno dell’unione europea”.

Il porto di Savona è il quarto in Italia tra gli scali crocieristici e ha registrato un aumento dei traffici del 30 per cento: “Alla luce di un aumento di attività e di un aumento dei carichi di lavoro anche del personale siamo assurdamente di fronte ad un ridimensionamento di un ufficio importante e strategico come la frontiera di Savona. Che non deve essere ridimensionata e non deve essere chiusa ma, anzi, potenziata. Questo è un errore”.

Qualcuno ricorda la mancanza di fondi per finanziare le forze dell’ordine: “Ma vogliamo pensare che un bene come la sicurezza, che è un bene primario e strategico, possa essere sempre e costantemente tagliato? Noi veniamo da sette miliardi di tagli alla sicurezza nel nostro paese. Non è accettabile. La sicurezza si fa con personale, strumenti, mezzi e dotazioni e in questo particolare momento credo che non ci possa permettere ulteriori tagli”.

Le chance di vittoria ci sono: “Noi siamo ottimisti e fiduciosi. E’ chiaro che qua il Governo deve intervenire in prima persona rivedendo il progetto del dipartimento di pubblica sicurezza che vuole chiudere gli uffici anziché ampliarli. In questo particolare momento, soprattutto dopo i fatti accaduti in Francia, non solo è importante impedire questa cosa ma è anche importante che l’opinione pubblica sia sensibilizzata al riguardo”.

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