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Savona, “Farò del mio Peggio News”: numero speciale per Charlie Hebdo

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Savona. “Farò del mio Peggio News”, il giornale del Liceo Scientifico “O. Grassi” di Savona dal 2005, uscirà con un breve numero speciale, il 37, in memoria dell’attentato al Charlie Hebdo. Un modo per esprimere, da parte di redazione e associazione editrice, la propria solidarietà al giornale satirico.

“La Redazione del FdMP – si legge in un comunicato – si unisce con il pensiero e con la penna a tutti coloro che in questi giorni stanno urlando il loro Je suis Charlie nelle piazze, nei giornali, sul web, per ricordare Stephan Charbonnier, detto Charb, direttore della rivista Charlie Hebdo e i tre vignettisti Cabu, Tignous e Georges Wolinskii, vittime dell’ennesima affermazione fanatica e stupida della violenza religiosa. Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese dallo spirito ribelle e irriverente, politicamente scorretto e orgogliosamente libertario, scomodo per tutti i fondamentalismi, è stato colpito per la sua azione di critica in difesa delle libertà individuali, civili e collettive. L’attentato del 7 gennaio è solo l’ultima delle tante aggressioni che hanno cercato di spezzare le penne impertinenti di Charlie, dalle bombe molotov del novembre 2011 ai processi per vilipendio, intentati da chiese e religione varie. Anche il sito internet della rivista è stato bersaglio di attacchi informatici. Ma il settimanale ha continuato ad ironizzare su tutti, scontrandosi con le gerarchie religiose e il potere politico, prendendo di mira il Papa e Maometto, i fanatici del califfato (Isis) come i neofascisti nazionalisti, con l’unica arma dell’umorismo”.

“E ora? Cambierà qualcosa nel mondo della satira? I vignettisti si autocensureranno? ‘No, non succederà mai’, ci rassicura Staino: ‘Le nostre molle sono la ricerca della verità, lo sberleffo dei fondamentalisti, il dubbio, l’antidogmatismo. Questi omicidi accresceranno la nostra voglia di contrastare l’oscurantismo’ (l’Espresso.it). La libertà attira l’odio, ma Stephane Charbonnier, morto nell’attacco, era solito rispondere: ‘Siamo un Paese laico, non dobbiamo cedere alla minoranza che ci prende in ostaggio'”.

“Le vignette crudeli sui simboli della chiesa cattolica e le provocazioni all’iconoclastia del mondo islamico, possono non piacere o sembrare perfino volgari, ma non si possono limitare e non possiamo farne a meno. La satira è l’anima stessa della libertà, è compatibile solo con la democrazia, la sua risata folle è ‘l’antidoto in perizoma alla seriosa tristezza col burqa’ di tutti i totalitarismi! Nulla è sacro per la satira, perché tutte le pretese di assolutezza di chiunque eserciti un potere, in cielo come in terra, devono avere un limite nell’idea di poter ridere di ogni cosa. In alternativa c’è solo l’imbuto dell’oscurantismo: ‘Se domani rinunciassimo a disegnare Maometto – spiegava Charb – gli integralisti griderebbero vittoria e si spingerebbero ancora più in là, magari impedendoci di disegnare altre cose e così via… se cediamo, alla fine, ci sarà soltanto una pagina bianca’”.

“In difesa della libertà di espressione, i giornali liberi di tutto il mondo dovrebbero uscire ogni giorno con le vignette tratte da Charlie Hebdo, per educare i fondamentalisti all’ironia e alla laicità, ma anche per aprirgli la mente ad un’idea un po’ più alta del divino, con profeti e messia che non si offendono per delle vignette, non arrossiscono per i matrimoni gay, non si curano di preservativi e non guardano sotto le lenzuola altrui, hanno di meglio che preoccuparsi di gastronomia, sharie varie, genuflessioni, moda femminile, e, soprattutto, non hanno bisogno di due coglioni incappucciati a difenderli. I vignettisti ammazzati sono simboli di pluralismo e di laicità e sono una perdita personale, familiare, di tutti gli uomini liberi, non solo dei loro parenti di sangue. Noi siamo Charlie Hebdo”.

Il numero 37 della rivista verrà distribuito nei prossimi giorni in modo gratuito agli studenti del Liceo Scientifico “O. Grassi” e diffuso attraverso tutti i canali a disposizione del “Farò del mio peggio News”.

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Commenti

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  1. Scritto da duemila2

    Conosce la storia del giornale in questione prima di giudicare? Non si tratta di glorificare bensì di ricordare e rispettare. Siamo d’accordo sull’ipocrisia del “Je suis Charlie” collettivo, infatti La invito ad approfondire la questione prima di dare il proprio giudizio sul caso particolare. Sul sito http://www.farodelmiopeggio.it trova il numero di cui parla l’articolo e tutte le informazioni per formarsi un’opinione sul caso specifico.
    Buona serata! :)

  2. Scritto da NoNickNoName

    fino a ieri nemmeno sapevano cos’era Charlie Hebdo e adesso da bravi libertari (inquadrati e fondamentalisti come tutti i libertari che lo sono a parole ma nella realtà sono i più grandi intolleranti della storia) ne glorificano le gesta. ma per favore….