IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

“Riprendiamoci la città e la politica”: il resoconto del convegno organizzato a Savona

Più informazioni su

Savona. L’analisi della crisi della politica e la difficile realtà di Savona hanno rappresentato i due punti sui quali si è intrecciato il filo rosso che ha legato le relazioni e gli interventi attorno ai quali si è sviluppato il dibattito del convegno “Riprendiamoci la Città” che si è svolto sabato 10 Gennaio nella sala Rossa del Comune di Savona.

“Un convegno molto partecipato – spiegano gli organizzatori – il cui esito ha sicuramente incoraggiato i promotori a continuare nell’esperienza di portare avanti il dibattito politico – culturale in una città come Savona, ormai avara di possibilità del genere”.

Daniela Pongiglione, consigliera comunale del gruppo “Noi per Savona – Verdi” ha descritto “accuratamente la composizione del consiglio comunale chiarendo come l’occasione risultasse utile per parlare del complesso dell’amministrazione e quindi anche del ruolo del Comune negli Enti collaterali come l’ASL, le partecipate e in particolare l’Autorità Portuale. Nel consiglio comunale assistiamo a una frantumazione dell’opposizione con una parte dei suoi componenti ormai cronicamente assente ai lavori: tanto è vero  che nell’occasione della votazione sul bilancio i voti contrari sono stati soltanto quattro. Nella sostanza ci si trova in una situazione di mancanza di rappresentatività politica da parte del Consiglio, mentre nella maggioranza le primarie del PD hanno rappresentato l’occasione per far sì che Sindaco, Assessori, Consiglieri si occupassero della loro competizione elettorale interna, trascurando completamente i compiti amministrativi, come, ad esempio, è stato nel caso della cessione delle quote della società Autostrade. Una gestione quella della Giunta e della maggioranza del comune di Savona basata esclusivamente sulla gestione del potere con scelte programmatiche arretrate e sbagliate: il PD savonese sembra non accorgersi di ciò che è cambiato nell’economia e nella società.
Le aspettative dei cittadini in materia di infrastrutture, territorio, partecipazione e su temi specifici come quelli della raccolta differenziata e delle discariche sono rimaste completamente disattese. In conclusione: circola molto denaro, ma l’amministrazione appare gestita in maniera opaca e i bilanci risultano del tutto oscuri e illeggibili non soltanto da parte dei cittadini ma anche da parte degli stessi componenti del consiglio comunale”.

Franco Astengo ha sviluppato un intervento sui temi di carattere generale partendo da un giudizio sulle modifiche accumulate nel corso degli ultimi 20 anni nel rapporto tra le istituzioni e tra queste e i cittadini: legge 142, cambiamento delle leggi elettorali in senso maggioritario e dell’elezione diretta; separazione presunta nel rapporto tra politica e amministrazione, riforma del titolo V della Costituzione, mutamento delle regole dei bilanci degli Enti Locali. “Per arrivare all’attualità questa appare contrassegnata dalla ricerca di una vera e propria limitazione della democrazia che si evidenzia nel tipo di scelta adottata per il superamento del bicameralismo paritario, del mutamento di funzioni delle Province e anche dall’abolizione delle comunità montane e delle circoscrizioni. Il bilancio di questa stagione ultraventennale può essere così riassunto: nella crescita del fenomeno del distacco tra i cittadini e le istituzioni, nell’ampliamento del fenomeno fortemente negativo della personalizzazione della politica, della diffusione del cosiddetto “individualismo competitivo (causa di fatti come quelli delle primarie del PD in Liguria; giudicabili come una grottesca carnevalata), della crescita enorme del deficit pubblico in particolare nelle Regioni, nella perdita di ruolo dei consessi elettivi, di una governabilità rinchiusa nella torre d’avorio della spartizione tra gruppi di potere finanziario, economico, politico. Tutto questo si vede bene nella nostra realtà locale dove il territorio è stato assaltato dalla cementificazione, sul caso Tirreno Power è stato gestito un  vero e proprio disastro sia per i lavoratori sia per i cittadini e – alla fine – la nostra orgogliosa “città operaia” è costretta ad assistere, con le vetrine spente dal fallimento di tanti negozi, alla sfilata del “consumismo straccione” dei crocieristi. Ci troviamo di fronte, nella nostra realtà e più in generale, i temi della crisi della politica e del suo ruolo con il potere e la conseguenza di un distorto principio di maggioranza che nega l’equilibrio sociale e la dialettica tra le idee: la coerenza, la nostra coerenza nell’impegno rimane lo strumento più importante per rispondere in maniera adeguata, esercitare l’opposizione e portare avanti idee di cambiamento positivo”.

Mauro Dell’Amico ha affrontato il tema dell’urbanistica denunciando, sul piano generale “una spaventosa confusione legislativa oltre ad una conclamata “assenza di paternità” del processo di cementificazione avvenuto a Savona nel corso di questi anni. Un processo disconosciuto da coloro che ne sono stati i promotori e principali artefici a partire dall’ex-Sindaco e Assessore Regionale Ruggeri. La revisione del PUC a Savona che pure proclama belle cose, dalla città intelligente, alla città sostenibile contiene così in sé i sistemi per aggirare le norme e consentire realizzazioni che sfuggono a un quadro generale ma sono frutto di considerazioni episodiche.

Son così aperti diversi fronti di ulteriore cementificazione del territorio:
–          Via Pietro Giuria (forse il meglio giustificabile sul piano della programmazione)
–          Crescent 2
–          Lottizzazione a San Bernardo in Valle (circa 50 villette)
–          Binario Blu (circa 100 appartamenti)
–          Cantieri Solimano
In sostanza un incremento tra 400/500 appartamenti in presenza di migliaia di appartamenti sfitti attualmente presenti in Città. Al di là delle specifiche responsabilità emerge l’interesse degli operatori economici a realizzare con un ruolo della pianificazione che si preoccupa esclusivamente dell’intervento privato e del suo guadagno. Il nostro messaggio deve essere chiaro: la speculazione edilizia non può e non deve rappresentare il punto di riferimento dell’amministrazione pubblica come è avvenuto a Savona nell’ultimo ventennio da parte di tutte le amministrazioni che si sono succedute e in stretto rapporto con la Regione”.

Patrizia Turchi ha avviato il suo intervento segnalando come “Comune e Provincia di Savona siano accomunate da una vera e propria devastazione sia sui temi dell’ambiente, sia su quello dell’occupazione che ha raggiunto percentuali record senza che s’intraveda una minima possibilità di inversione di tendenza. Le Amministrazioni hanno adottato scelte molto negative sotto questo aspetto. E’ fallito il progetto della vocazione turistica: per i giovani e per le persone che perdono il lavoro non esiste neppure la possibilità di lavorare come camerieri stagionali. Il nostro compito deve essere quello, prima di tutto, quello di informare e decodificare le operazioni che si compiono in Città e oltre: com’è stato nei casi CARIGE e dell’Autorità Portuale. La politica appare completamente “americanizzata” (un’americanata, è stata definita) e fuori dal “cerchio magico” del potere appare ormai quasi innaturale poter incidere rispetto a un esercizio oligarchico e autoritario delle leve del potere. Un forte ruolo dell’opposizione appare essere l’unico antidoto possibile: appare evidente la commistione tra centrodestra e centrosinistra nelle grandi scelte, quelle strategiche, tutte adottate in senso negativo per la Città. Si prenda ad esempio il periodo della gestione Ruggeri (prima Sindaco, poi Assessore all’Urbanistica della Regione Liguria): urbanistica “a francobollo” con il disastroso risultato di un patrimonio immobiliare in rovina e le nuove edificazioni praticamente vuote. Il contrasto deve arrivare da un’opposizione di tipo olistico: un’opposizione provvista di idee chiare sulle coordinate strategiche e collocata “fuori” dall’agenda minuta.
Serve una visione politica che sia insieme di analisi e di decodifica con l’obiettivo chiaro di sbarrare la strada queste oligarchie”.

Nel corso del dibattito sono intervenuti: Mauro Brunetti, Danilo Bruno, Giancarlo Onnis, Mimmo Filippi, Marta De Merra, Matteo Piccardi, Franco Veirana, Marisa Siccardi, Eugenio De Poli.
Nelle loro repliche Daniela Pongiglione ha ribadito con forza l’idea portante che ha condotto a realizzare il convegno: quella della ripresa di un processo di concreta partecipazione politica, di riappropriazione dei grandi e dei piccoli temi della Città, di un’idea diversa del rapporto tra istituzioni e cittadini mentre Patrizia Turchi, lanciando una vera e propria provocazione positiva, ha sottolineato come non sia più possibile ripartire reclamando diritti, perché queste sono già stati perduti in questa stagione di vero e proprio arretramento culturale, politico e sociale.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.