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Primarie, a Savona Il Faggio si tira fuori: “Impegno di Garcia era personale, come quello di molti”

Savona. Non ci sta, la cooperativa sociale Il Faggio, ad essere collegata alle recenti elezioni primarie del centrosinistra che hanno premiato Raffaella Paita. Galeotto fu l’attivismo politico di un suo dipendente extracomunitario, Antonio Garcia Cagua: domenica in molti segnalavano che Garcia, che è presidente dell’USEI e rappresenta il punto di riferimento della comunità ecuadoriana a Savona, era impegnato a “indirizzare” il voto dei propri connazionali a favore di Paita.

Una posizione esclusivamente personale, ci tiene a precisare Il Faggio, che non coinvolge in alcun modo la cooperativa. “Abbiamo un organico di 900 dipendenti, di cui 220 stranieri – precisa la presidente Sabrina Pastorino – provenienti da 36 nazioni comunitarie e non. La maggioranza degli stranieri extracomunitari occupati presso la nostra cooperativa proviene dall’India, mentre gli stranieri comunitari provengono principalmente dall’Ungheria. La Cooperativa ha una base lavorativa multietnica e la nostra organizzazione vanta un forte impegno nell’integrazione sociale e culturale, nella lotta ad ogni residua forma di razzismo ed esclusione alla partecipazione della vita democratica”.

“Antonio Garcia Cagua, socio della Cooperativa apprezzato per l’impegno e la dedizione che lo contraddistingue nel ruolo di educatore e di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, da anni è impegnato con la sua associazione a favore dell’integrazione dei suoi connazionali nella vita democratica del Paese in cui hanno scelto di vivere e lavorare – continua la nota – La presenza di lavoratori ecuadoriani in cooperativa è minima in quanto raramente sono in possesso di titoli abilitanti alle professioni sanitarie richieste sulle nostre strutture. Inoltre numerosi esponenti della Cooperativa Il Faggio si sono impegnati puramente a titolo personale nella campagna elettorale per le primarie del centrosinistra, a sostegno sia di Raffaella Paita sia di Sergio Cofferati”.

Tra questi Antonio Bonjean, direttore generale della Cooperativa e membro della segreteria provinciale del Pd: “La partecipazione alle votazioni per le Primarie del Centrosinistra da parte di stranieri e sedicenni é stata ammessa dal Collegio dei Garanti Regionale nonostante non componga la base elettorale che potrà esprimersi formalmente nelle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio e della Giunta della Regione Liguria – ricorda – Il Partito Democratico ha sempre considerato tra i suoi valori fondanti la partecipazione democratica e la passione per l’impegno politico delle donne e degli uomini al di là della razza e del colore, il Pd è l’unico partito che ha messo in campo uno strumento democratico di partecipazione aperto agli stranieri, e ha fatto del diritto al voto per gli immigrati una bandiera”.

“Nell’articolo 3 della Costituzione italiana si parla di ‘rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori alla vita politica’, non si specifica di quale nazionalità debba essere il lavoratore in questione – insiste Bonjean – Manca semmai una legge nazionale che recepisca l’articolo 5 della convenzione di Strasburgo. Lo stesso Ministro Cecile Kyenge ha difeso la partecipazione degli stranieri alle votazioni per le Primarie in quanto ‘La cittadinanza sostanziale si mette in atto con una partecipazione sostanziale’. Io penso che andrebbe valorizzato questo strumento di partecipazione, proprio come momento di ‘educazione civica’, e anche che la discussione andrebbe estesa a tutte le forze politiche, perché finora il Pd è stato l’unico partito che se ne è fatto carico”.

“Se il partito ha voluto inserire questo diritto quando è stato fondato, è perché è stata fatta una scelta ben precisa. Questa scelta è nell’anima del Pd. È stato lungimirante, e ora deve affrontare la questione investendo a livello culturale sul tema”, conclude Antonio Bonjean.

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