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Primarie, Di Tullio: “Se ci sono dei farabutti cacciamoli, necessario registrare gli elettori”

Savona. Otto “pensierini”, come li chiama lui, messi in fila. Argomento le primarie e le polemiche sulle presunte irregolarità. Così il vice sindaco di Savona Livio di Tullio dice la sua: “55.000 persone che hanno votato alle primarie sono un successo della democrazia. Si può decidere di non partecipare e non essere d’accordo sul metodo. E’ gradita una proposta alternativa che consenta a così tante persone di esprimersi. In questi giorni, sotto silenzio, senza pubblicità e con numeri decisamente inferiori sono stati scelti i candidati del Movimento 5 stelle . Il centro destra sta scegliendo il proprio candidato Presidente portando qualche curriculum ad Arcore da Berlusconi. Sono altri metodi, diversi dalle primarie” afferma in primis Di Tullio.

“Se ci sono dei farabutti (perché tali sono) che hanno coinvolto tutti noi 55.000, nelle schifezze che sono state raccontate devono prima di tutto essere individuati e le organizzazioni di partito che se li sono trovati ai seggi devono prendere le distanze con nettezza da certi comportamenti. Noi non abbandoniamo un metodo democratico perché ci sono dei farabutti. Li cacciamo via e ci teniamo le primarie”.

“Proprio perché i farabutti esistono va aperta una riflessione sul funzionamento delle primarie. A mio parere vanno registrati preventivamente gli elettori. E’ quello che accade nei Paesi dove questo metodo esiste da sempre. La posizione di Renzi e della Segreteria nazionale del Pd di lasciare le primarie il più “aperte” possibile la comprendo (anche se non la condivido in pieno) perché ha lo scopo di rendere diretto e senza mediazioni, il rapporto tra leader e cittadini (e questa è la ragione del perché non condivido del tutto) ma ormai dovrebbe essere chiaro che questa impostazione può mettere a rischio le stesse primarie” spiega il vice sindaco savonese.

“Inoltre si confondono le persone, posto che in un simile sistema anche un elettore di centro destra (e fino a qua poco male perché non è vietato conquistare nuovi voti per il centro sinistra) o – molto peggio – personale politico avversario, assume gli stessi diritti di un elettore di centro sinistra senza assumerne i doveri di solidarietà e di appartenenza verso gli altri”.

“I voti si danno sempre per due grandi motivi. Esiste il voto d’opinione ed esiste il voto di interesse. Il voto di interesse non è necessariamente sporco e quello di opinione sempre pulito. Se un socio di una cooperativa sociale ritiene di essere più tutelato nelle sue prospettive di lavoro da una scelta anziché da un’altra non è un “maneggione” o un “maneggiato”. Se un extracomunitario invita la sua Comunità etnica, ad appoggiare un candidato anziché un altro, posto che, pur lavorando in Italia e pagando le tasse, non ha diritto di voto, non è un “maneggione” ma uno che pensa di fare gli interessi della sua Comunità. Se un delegato sindacale invita i suoi compagni a votare per uno anziché per un altro è perché è convinto che saranno meglio tutelati. Un certo snobismo di sinistra nel valutare il fenomeno non ci aiuta a capire le ragioni (e anche le paure) proprio di coloro che dovremmo preoccuparci di rappresentare”.

“Se coloro che hanno scelto un candidato che doveva attrarre il voto d’opinione non vincono, devono riconoscere che la loro proposta non ha funzionato. Questo non significa affatto che hanno avuto torto. Significa che non sono stati convincenti. Una qualche riflessione autocritica non guasterebbe, specie tra coloro che hanno ruoli di responsabilità. Mi sono messo da subito a disposizione per una proposta alternativa rispetto a quella in continuità con l’esperienza di Governo regionale. Io ed altri. Abbiamo proposto un Candidato. Non ha trovato consenso e ci siamo messi a disposizione su altri che non sono arrivati. Nel frattempo il tempo passava. Sulle base di regole che abbiamo rispettato non abbiamo potuto procedere da soli. Analoga sorte è toccata a chi ci ha provato dopo di noi. Solo in ultimo si è trovata la disponibilità di Sergio Cofferati che ringrazio per la “grana” che si è preso. Una qualche riflessione sarebbe auspicabile. Per una volta, magari, non partendo dai Segretari (regionali o provinciali che siano) ma da qualche notabile genovese che forse potrebbe ritirarsi ai giardinetti”.

“La vittoria di Raffaella Paita è netta. Adoro la sportività del rugby e non le polemiche infinite del calcio. Non mi rimangio quello che ho sempre detto. Anche se chi vince non è quello che avrei voluto mi metto a disposizione per far vincere il mio partito ed il centro sinistra. Penso che comunque noi sapremo amministrare meglio di quello che finora vedo come alternativa. Le posizioni che abbiamo sostenuto vivranno nei candidati al Consiglio regionale che sceglieremo. Le ragioni di merito politico che non ci hanno fatto votare per Lella sono ancora tutte presenti ed intendo portarle avanti. La volontà di ricostruire e di ricomporre una divisione che la vincitrice ha annunciato non può che farmi piacere, ma i problemi vanno affrontati comunque”.

E non manca una nuova polemica con Nino Miceli: “Mi dice che siccome sono un bravo amministratore di quello mi devo occupare e non di politica. Mai complimento è stato più grande. Seguirò il consiglio. A partire dai temi della sanità, del porto, dello sviluppo economico e del lavoro. A lui che come me, certo sa ridere di se stesso, (e anche a qualche esagitato tra i vittoriosi, che si agitano perché contano poco), dico “ cala trinchetto” che la strada per la vittoria è ancora lunga e se non dobbiamo più convincerci tra di noi perché con le primarie abbiamo deciso chi ci rappresenterà, dobbiamo ancora convincere i molti delusi ed arrabbiati elettori di questa Regione”.

“Guardiamo avanti – conclude Di Tullio -. Il pessimismo che porta alla rinuncia della speranza non ce lo possiamo permettere”.

Commenti

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  1. pinco
    Scritto da pinco

    Mi ero perso l’affermazione: “Mi dice che siccome sono un bravo amministratore di quello mi devo occupare e non di politica. Mai complimento è stato più grande. Seguirò il consiglio. A partire dai temi della sanità, del porto, dello sviluppo economico e del lavoro…”. (!!!)
    MI CHIEDO quali siano le competenze professionali e formative dell’interessato per occuparsi di queste specifiche tematiche.. cioè , prima di occuparsi di poilitica o anche ora oltre alla politica.. qual’è la sua professione e con quali credenziali si auto-investe di queste impegnative prerogative? … Se lo chiedono in molti.

  2. Brian di Nazareth
    Scritto da Brian di Nazareth

    Di Tullio dovrebbe dimettersi, dopo aver appoggiato apertamente il perdente Cofferati..se poi nel PD decideste di cacciare tutti i farabutti, non resterebbe nessuno nel partito..e la manfrina di ricorrere alla magistratura rossa non è credibile

  3. Scritto da Marco Vallerga

    Nel ponente il centrodestra è storicamente ben radicato fin dai tempi della balena bianca, ora che sono riusciti a far passare la ragazzina alle vostre primarie dilettantesche non gli resta che trovare un candidato presentabile e vinceranno le regionali, dopodichè voi farete le solite “riflessioni” post-voto, hehehehehehehehheheheheheheheehhe. Non mi arabbio neanche più, ormai ci rido.

  4. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Da quando la demoscrazia è morta … (avvento del maggioritario) raramente ho,perso,tempo per andare a votare persone che … già altri avevano eletto … fregandosene della mia approvazione.
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    Ricordo il primo voto a 18 anni compiuti da poco … (lo ricordo con rimpianto … ma credo di non essere solo … )
    Votai … ma prima di posare il voto nell’urna avevo cercato di conoscere tutto il possibile su quanti si presentavano … e non era molto facile .. niente internet … niente computer … ma in qualche modo riuscii a localizzare quello che per mè era ….. “il miglior candidato”.
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    Non ero il solo a scegliere il migliore …. e la classe politica di allora era composta di “onorevoli” personaggi scelti dai votanti con criteri diversi … ma sempre scelti dal popolo.
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    Erano questi “migliori” … per la gente a decidere poi chi era il migliore fra loro.
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    Poi … ci sono stati dei personaggi che hanno tradito la fiducia che in loro era stata riposta
    e … invece di cacciarli a pedate …
    si distrusse il sistema democratico per affidare il potere ad un qualsiasi capopopolo.
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    E da allora non si vota più per il migliore ….. ma al massimo per il “meno peggio”
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    e … se ci và bene … qualche volta …. ma solo qualche volta ci arriva il meno peggio.
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    Nelle riunioni condominiali arrivano sempre dei preventivi decisamente pilotati …
    in una occasione procurai anche io un preventivo …. mi sembrava valido ma il “fornitore” mi propose … “se le servono altri preventivi si possono fare (da amici … era ovviamente sottinteso)”
    no basta questo …. dissi e poi uscito …. buttai via il preventivo truffaldino.
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    E così dovremmo fare in politica … che votino solo quanti amano la dittatura strisciante … non dipingiamola come democratica….
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    In altre nazioni esiste il maggioritario e funziona … con un complesso di regole atte a limitare il potere di chi vince … a bilanciarlo …
    Ora se si vuole modificare la costituzione queste modifiche non vanno fatte dalle parti in causa .. da chi ha troppo interesse ad apportare modifiche “pro domo sua”.
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    Abbiamo sbagliato strada …. pazienza si torna indietro sulla retta via.
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  5. pinco
    Scritto da pinco

    poi…Sul fatto che è meglio che non ti occupi di certe materie,,, Livio…come dare torto a Nino?… :-)