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Polemiche primarie, Zunino (Celle): “Avere un presidente che sa dov’è Massimino è importante…” foto

Celle Ligure. “Non contesto il fatto che le Primarie vadano regolamentate diversamente, ma nello stesso tempo non tollero che si venga a votare, si sottoscriva il manifesto del centro sinistra e il giorno dopo si dica che è meglio fare un’altra lista perché non ha vinto il candidato desiderato. Anche questo è un voto scorretto”. Non le manda a dire Renato Zunino, sindaco di Celle e sostenitore “della prima ora” di Raffaella Paita alle primarie, dopo le aspre polemiche che hanno portato all’addio al Pd di Sergio Cofferati.

Ha aspettato più di una settimana, Zunino, per dire la sua. E ora, a freddo, fa alcune riflessioni partendo dalla sua realtà, Celle Ligure: “Il nostro è un medio comune con circa 5400 abitanti, amministrato da una lista civica di programma, e che ha amministrazioni di questo genere con sindaci del PCI, PDS, DS, Rifondazione e ora PD dal lontano 1975. Dal 2009 si è scelto di non avere una lista con alleanze, ma una lista che ha come punto di riferimento il programma. E per quanto riguarda il partito esiste un Circolo del Partito Democratico che è uno dei più numerosi della provincia di Savona, quest’anno con 155 tesserati già depositati in federazione e 6 nuovi iscritti in gran parte giovani: si riunisce tutti i lunedì anche con la presenza degli amministratori iscritti al PD”.

“Domenica 11 gennaio sono venuti a votare 307 persone, tante visto l’entità numerica del comune, ma in linea con le altre primarie in quanto a Celle hanno sempre votato in molti – ricorda Zunino – Tra i 307 vi sono stati, se non erro, tre voti di cittadini stranieri, in questo caso una famiglia di ecuadoriani che vive a Celle con una attività economica, tra cui un ragazzo di 16 anni che è arrivato al seggio molto emozionato perché per la prima volta poteva in Italia esprimere un voto. Si è informato di come si votava e quando ha espresso il voto e consegnato la scheda era contento di avere potuto esercitare questa forma di democrazia in un paese, l’Italia, che lui sente come propria patria“.

“La polemica sul voto di cittadini stranieri in alcuni casi mi è sembrata fuori luogo – accusa quindi il sindaco di Celle – in quanto loro hanno un senso dell’appartenenza al gruppo etnico maggiore del nostro, e se uno dei candidati alle primarie si è interessato di più ai loro problemi si organizzano per votarlo. E questo non mi sembra affatto disdicevole, perché oltretutto questo avviene anche tra i cittadini italiani di cui non si parla per niente”.

“Nel mio seggio ho visto votare per esempio molti imprenditori baleneari – insiste Zunino – che sono venuti perché ritenevano che uno dei candidati li tutelasse di più rispetto al problema delle concessioni balneari: è un voto che non va bene? Ho visto molti imprenditori o persone che fino ad ieri erano elettori di aree moderate che ora credono che il PD sia un loro punto di riferimento, non vanno bene? Mi si dica il perché, in quanto l’allargamento della base elettorale penso sia uno dei compiti dei Partiti: diversamente dovremmo fare analisi sociologiche per ogni elettore delle Primarie”.

Zunino passa poi a parlare degli amministratori comunali: “Ho sentito che per molti di noi appoggiare Raffaella Paita, in modo particolare nei piccoli Comuni, era quasi un cosidetto ‘voto di scambio’. Il sottoscritto ha lavorato molto nel sostegno a Raffaella perché, mi sia permesso dirlo, ho sempre sostenuto che la Giunta Regionale e il suo presidente Burlando hanno bene operato, che per la prima volta hanno tenuto conto anche dei territori, e che Raffaella è stata un assessore sempre disponibile. Io sostengo che avere un Presidente della Regione che conosca i territori, che sappia dov’è Massimino sia importante, senza sicuramente negare l’importanza della città di Genova. E mi sono speso per portare a votare piu’ cittadini possibile alle primarie e farli votare per Raffaella Paita, sono colpevole di qualcosa?”.

“Non credo – conclude Zunino – anche perché a Celle abbiamo operato in un contesto di grande unità, per esempio si è convenuto che il segretario di Circolo, che anch’essa sosteneva Raffaella, non si esponesse anche con presenza pubblica nella distribuzione del materiale, proprio perché rappresenta tutti gli iscritti. Credo che sia il momento dell’unità e non delle divisioni, di guardare avanti e di pensare che tra poco ci sono le elezioni regionali da vincere: credo che se torniamo ad un dibattito sereno tra noi, anzi ne sono certo, possiamo farcela”.

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