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Pettirosso salvato a Bergeggi, l’ENPA sbotta: “Area protetta senza servizio di soccorso per fauna ferita, assurdo”

Bergeggi. “Un bellissimo pettirosso, sbagliando clamorosamente mira, è andato a sbattere contro una vetrata a Bergeggi, cadendo svenuto a terra; un passante lo ha raccolto e chiamato i volontari della Protezione Animali, che ora lo stanno curando assieme ad altri pettirossi feriti o infreddoliti, raccolti in questi giorni a Savona, Vado, Cairo e Varazze”. A raccontarlo è l’Enpa, e l’episodio diventa di nuovo occasione per criticare la gestione della riserva regionale di Bergeggi.

“Si tratta di un’area protetta, assieme all’omonima area marina, dove però, assurdamente, non esiste alcun servizio di soccorso e recupero della fauna ferita o in difficoltà – denunciano gli animalisti – E’ il comune di Bergeggi che gestisce tali aree, con contributi della Regione che, è già accaduto, non riesce ad utilizzare e se li fa revocare. Eppure malgrado in tali zone vivano molti animali selvatici spesso vittime di incidenti, maltrattamenti, malattie, difficoltà naturali, non se ne prende cura e neppure aiuta la Protezione Animali, costretta ad intervenire da anni, per pietà verso soggetti bisognosi e spesso su richiesta di turisti preoccupati, a proprie esclusive spese”.

Sull’isola e sulla costa vivono o sostano molte specie di animali che i volontari soccorrono: cormorani, occhiocotti, gazze, gheppi, ghiandaie, luì; è presente anche una folta colonia di gabbiani reali, che si espande verso i paesi vicini, creando, spiegano i volontari della Protezione Animali, qualche problema ai residenti. “Tuttavia la proposta dell’ENPA di studiare una campagna di contenimento ecocompatibile non è stata presa finora in considerazione, mentre continua a soccorre ogni anno una cinquantina di gabbiani, feriti dalle auto o dagli ami dei pescatori, caduti da nidi irraggiungibili o colpiti dalle malattie tipiche della specie, con grande apprezzamento (e feroci critiche al Comune) espresso dai molti turisti che frequentano in estate le spiagge e che portano lavoro e ricchezza all’economia locale”.

Ora l’ENPA, che in queste condizioni ha raccolto in cinque anni oltre 250 animali, scriverà al neo eletto sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Bergeggi, – annunciano – chiedendo che convinca l’omologo adulto a utilizzare le risorse ricevute dalla Regione per pagare la benzina dei mezzi di soccorso dell’ENPA, i veterinari, i medicinali ed i mangimi necessari a curare gli animali selvatici di quella che dovrebbe essere un’area protetta anche per loro”.

Commenti

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  1. Ermes
    Scritto da Ermes

    Quoto sattelzug, sante parole, la natura è crudele, non morbidosa in stile ENPA

  2. Scritto da sattelzug

    Ma scusate , si vuole preservare la natura o sostituirsi ad essa? , leggendo questo articolo mi viene da pensare : più che un area protetta ove la fauna prospera motu proprio , vogliamo creare un bello zoo a cielo aperto ! Negli zoo infatti gli animali vengono nutriti , curati puliti ecc. ecc. , in natura invece nascono , vivono e persino muoiono indipendentemente dai nostri voleri (tra parentesi permettendo solo agli esemplari più dotati di trasmettere la discendenza) soccorrere selvatici malati espone tutti gli altri al rischio epidemia …

  3. Scritto da mb

    Ma questi fenomeni dell’enpa nn hanno altro a cui pensare? Qualche telegiornale lo guardano? Qualche quotidiano lo leggono?