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Pd, ora la scelta dei candidati: corsa a sei per il posto in lista, Rambaudi unica sicura

Savona. Finita la battaglia per le primarie da oggi mattina inizia la “guerra” per un posto in lista e non sarà un nodo semplice da sciogliere anche alla luce del fatto che, a differenza del 2010, i posti in lista saranno solo quattro visto il taglio dei consiglieri che nella prossima legislatura regionale saranno 30 e non più 40.

L’unica che può dormire sonni, moderatamente, tranquilli è l’attuale assessore uscente Lorena Rambaudi, eletta nel 2010 nel listino questa volta dovrà invece conquistarsi il seggio con le preferenze, ma sulla sua presenza tra i magnifici 4 del Pd non è assolutamente in dubbio.

Per gli altri tre posti disponibili sono in corsa almeno sei: Mauro Righello, Luigi De Vincenzi, Fulvio Briano, Andrea Rovere, Giulia Tassara e Luca Martino. Le regole e i criteri per la scelta dei candidati non sono ancora stati scritti: ad esempio se passasse la norma della parità di genere la loanese Giulia Tassara, neo consigliera provinciale, avrebbe quasi un’autostrada spianata per il secondo posto “rosa”; inoltre, con la scelta della Tassara verrebbero premiati anche gli elettori che hanno sostenuto Cofferati alle primarie di ieri.

A decidere potrebbe essere un mix di fattori: sicuramente le indicazioni di Raffaella Paita avranno un peso, ma se la decisione finale spettasse agli organi di partito, allora le candidature potrebbero uscire a “maggioranza” dall’assemblea provinciale o dalla direzione del partito.

La cosa certa è che o un nome forte verrà dirottato sulla lista del presidente, oppure sicuramente un paio di big rimarranno esclusi dalla competizione per le prossime regionali.

Bisognerà capire anche il ruolo che giocheranno gli esponenti che hanno appoggiato la Paita, come ad esempio Nino Miceli, che essendo al secondo mandato non potrà ricandidarsi in Regione, oppure Federico Berruti, il sindaco di Savona che ha appoggiato Cofferati.
L’exploit elettorale di Albenga spingerebbe alla scelta per un candidato ingauno, come ad esempio Andrea Rovere, ma il risultato di Pietra Ligure è, percentualmente, ancora più importante di quanto accaduto sotto le Torri e quindi lecito pensare che l’ex sindaco Luigi De Vincenzi lotterà con i denti per ottenere la candidatura, visto anche il pesante endorsement ricevuto da lungo tempo dal governatore Burlando.

Logico aspettarsi anche un valbormidese che possa prendere il posto lasciato libero da Michele Boffa, anche lui al secondo mandato: Righello ha sbaragliato la concorrenza dell’attuale segretario provinciale Briano, ma ci sono anche Luca Martino ed altri savonesi che potrebbero chiedere, visto il risultato, spazio in lista.

A meno che il partito Democratico savonese non decida di lanciare le “regionarie”, cioè le primarie per le candidature alle regionali, c’è da aspettarsi molte sorprese visto che, probabilmente, Paita nei suoi discorsi con gli esponenti dell’ex centro destra potrebbe aver promesso anche a loro qualche posto o ruolo. Con le elezioni spostate da marzo a maggio il partito Democratico avrà molto tempo a disposizione per prendere una decisione, con la corsa per le candidatura che ora entra nel vivo.

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