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Ogm nel savonese? I Verdi: “A rischio i prodotti agricoli tradizionali”

Savona. I prodotti tipici savonesi potrebbero essere a rischio a causa degli Ogm.

Questo il pensiero dei Verdi savonesi, che valutano negativamente la recente decisione del parlamento europeo di “concedere ad ogni singolo Stato dell’Unione la possibilità di coltivare organismi geneticamente modificati sul proprio territorio”.

“Oggi fortunatamente l’Italia è contraria alla coltivazione di Ogm – ricorda il portavoce di Verdi savonesi Gabriello Castellazzi – ma che cosa potrà succedere in futuro? Legambiente e Greenpeace hanno chiesto di far rispettare l’attuale divieto in alcune zone dove ancora purtroppo esistono coltivazioni abusive del contestato mais Monsanto”.

I Verdi europei ritengono rischiosa la normativa approvata in quanto “rende facile l’autorizzazione di coltivazioni transgeniche nei paesi che le desiderano. Questo, infatti, porterà ad imprevedibili fenomeni di contaminazione. Per questo i Verdi europei interverranno ancora in modo deciso sulla stesura delle specifiche norme attuative. Norme che dovranno regolamentare l’applicazione della legge tra paesi confinanti dove non esistono barriere naturali (montagne o tratti di mare)”.

Il savonese non pare immune da questo rischio: “L’apertura a semine incontrollate di colture Ogm, nel prossimo futuro, potrebbe far correre rischi incalcolabili anche ai prodotti agricoli tradizionali e tipici del savonese. Mantenere nel tempo le caratteristiche uniche dei prodotti agricoli savonesi significa mantenere i gusti di una cucina che si distingue per la sua qualità e per i suoi inconfondibili aromi. Dall’oliva “Arnasca”, al pigato di Ortovero, al Rossese, al Vermentino, dalle produzioni orticole di qualità come l’asparago violetto, il carciofo, la zucchina trombetta di Albenga, i fagioli di Nasino, le ciliege di Castelbianco, l’aglio di Vessalico”.

“Carlin Petrini di Slow Food – prosegue Castellazzi – dice che ‘gli Ogm sono prodotti di fabbrica che spazzerebbero via quelle diversità per cui il made in Italy alimentare ci viene invidiato in tutto il mondo’. Tutti ormai sanno che la cucina legata ai prodotti tipici del territorio influenza in modo positivo i flussi turistici, in pratica la nostra futura economia”.

La contrarietà agli Ogm è diffusa: “Non è una novità che la maggioranza degli italiani sia oggi contraria agli Ogm, ma è bene sottolineare questo no, ed è necessario contrastare le bugie dette sul loro ruolo contro la fame nel mondo, le resistenze agli insetti. Gli studi economici della Fao dimostrano come negli ultimi quindici anni (mentre gli Ogm si sono diffusi in molte aree del mondo) la produzione alimentare complessiva non sia aumentata e negli stessi Stati Uniti ci siano segnali di un loro progressivo abbandono”.

Perciò per i Verdi occorre intervenire: “Legambiente ha proposto un’alleanza tra tutte le aziende produttrici e distributrici di alimenti, chiedendo loro di impegnarsi a non utilizzare prodotti ritenuti insalubri per l’uomo, gli animali e l’ambiente, invitando quindi a una campagna per impedire l’introduzione di Ogm nella catena alimentare del nostro paese”.

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