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Michele Boffa: “Io, valbormidese, scelgo il nuovo Capo dello Stato” foto

Millesimo. Un valbormidese a Montecitorio per scegliere il nuovo Capo dello Stato, il dodicesimo della storia d’Italia. E’ Michele Boffa, ex sindaco di Millesimo e da due anni presidente del consiglio regionale della Liguria Nato a Savona il dicembre 1950, sposato con Maria Grazia e con un figlio Marco, docente di matematica e autore di libri riguardanti la sua didattica, ha partecipato anche come relatore a numerosi seminari e convegni internazionali e da ieri rappresenta la Liguria per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che dovrà prendere il posto di Giorgio Napolitano.

“La figura da me preferita? Sergio Mattarella e non perché è arrivata un’indicazione precisa dal Partito Democratico – risponde senza esitazione Boffa dalla sua stanza d’albergo di Roma poco prima della cena con altri politici che da ieri sono in conclave per decidere chi dovrà salire al Colle – E’ un politico che conosce il nostro Paese, attento e preparato. Non va dimenticato che è stato deputato dal 1968 al 2008 prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, ma è stato e più volte ministro, dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare”.

Boffa è partito alla volta di Montecitorio insieme al Governatore della Liguria Claudio Burlando (impegnato in una delle ultime missioni prima delle elezioni ndr) e al vicepresidente Luigi Morgillo. Ha trovato posto tra i pattisti del Nazareno (il nome dell’accordo deriva, per metonimia dal soprannome della direzione del Pd, la cui sede è situata nei pressi di via del Nazareno in cui si è svolto il primo incontro dichiarato fra i due leader politici). “Ad onor del vero non è questa la prima volta che metto piede a Montecitorio – racconta da Roma Boffa – Ero già stato alla Camera dei Deputati in altre occasioni altrettanto importanti, ma ovviamente di valenza minore rispetto all’elezione di un Presidente della Repubblica”.

Ci racconta il suo stato d’animo? “Sono partito dalla Valbormida sereno pur sapendo che anche il mio voto assume una certa importanza. Sento insomma il peso della responsabilità, la stessa che ho assunto fin dal primo giorno che presieduto il consiglio regionale. Personalmente mi sento di poter porre la fiducia in Mattarella senza esitare ancora”.

La giornata a Montecitorio scorre veloce per Boffa. Che cosa succede in quel grande anfiteatro della politica dove si decidono le scelte di un Paese? “S’incontrano i colleghi presidenti di altre regioni, ma anche parlamentari di altre località lontane dalla Liguria. Poi si inizia il lavoro di consultazione prima di arrivare al voto. Tra il Pd c’è ampia condivisione sulle scelte dettate dal Premier Matteo Renzi. Le sue indicazioni mi hanno trovato d’accordo. Sabato avremo il nuovo Capo dello Stato”.

Boffa partito dalla Valbormida aveva in tasca il nome di Mattarella, anche se svela un piccolo segreto. “Vedevo bene al Quirinale Enrico Letta. E’ stato un grande Predidente del Consiglio, attento e preparato. Pure lui conosce bene il nostro Paese e soprattutto aveva allacciato importanti relazioni internazionali. Una persona di cultura, molto equilibrata, ma c’è un problema: non ha ancora 50 anni di età ed era quindi ineleggibile. Ma Mattarella vi assicuro che è una persona degna di assumere un incarico di quella portata. Se verrà eletto come credo non verrà ricordato solo per alcuni effetti della sua legge. Dopo le indicazioni arrivate dal Pd è praticamente impossibile vedere un Quirinale in rosa. Quindi vedremo un Presidente-guida come ho sempre sognato. Tra i cittadini sale sempre di più un forte bisogno di etica pubblica e, in particolare, di amministratori e legislatori che antepongano la visione generale a ogni interesse parziale, che pongano le istituzioni al di sopra di tutto, che vivano l’impegno in esse come un servizio reso ai cittadini, sempre verificabile, disinteressato e volto al bene di tutti. Io stesso ho sempre cercato di incarnare questi principi”.

Sulla carta Sergio Mattarella l’asticella la supera. Oltre al Pd, a Scelta Civica, ai molti grandi elettori del gruppo Misto terrorizzati all’idea che con un’impasse sul Quirinale porti a sciogliere le Camere fra pochi mesi, anche Sel lo voterà, come ha assicurato Vendola. Romano Prodi si è sottratto all’abbraccio grillino e si è chiamato esplicitamente fuori da candidature non avallate da Renzi e Pd. Domattina, se le cose oggi dovessero andare per le lunghe, per eleggere il nuovo Capo dello Stato di voti ne basteranno 505 e ci sarà anche quello del valbormidese Boffa.

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