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Loano, inaugurata la nuova sede degli “Amici del Carmo” fotogallery

Loano. Hanno celebrato il 65^ anniversario della posa della prima croce e il mezzo secolo dalla posa della seconda (cioè quella attuale) regalandosi una sede tutta nuova, gli “Amici del Carmo”, l’associazione no profit che si prefigge l’obiettivo di far rivivere le tradizioni tipiche del monte che sovrasta il territorio di Loano e Pietra, conservare la baita-rifugio che si trova sulla sommità del monte e, ovviamente, preservare e valorizzare l’ambiente naturale circostante.

La cerimonia di inaugurazione della nuova base operativa, sopra la pizzeria “L’agricola” di Verzi, si è tenuta oggi pomeriggio alla presenza del sindaco di Loano Luigi Pignocca e del primo cittadino di Giustenice Mauro Boetto (prima parte del territorio della frazione loanese ricadeva nel territorio della cittadina alle spalle di Pietra.

A fare da cerimoniere il presidente dell’associazione Giobatta De Francesco, detto Battista. Suo padre, Cencin De Francesco (anche noto come Cencin Manfredi), è stato uno dei promotori della croce realizzata nel 1950.
“Lui frequentava il Carmo (che in passato si chiamava Calvo per la sua sommità del tutto spoglia di alberi) quando c’era ancora il pilone, che era un punto di riferimento geografico – racconta con emozione Battista – E’ stato uno dei fondatori de ‘La stella alpina’, gruppo escursionistico loanese affiliato alla Fie (Federazione Italiana Escursionisti)”.

Battista non poteva che seguire le sue orme: “Sono stato sul Carmo la prima volta il 20 giugno 1950, ai tempi della prima croce. Quando abbiamo ultimato i lavori per la seconda croce, posta in ricordo del Concilio Vaticano II, avanzarono 42 mila lire. Tutti insieme abbiamo deciso di usare quella cifra per il rifugio che esiste ancora oggi. Ai tempi eravamo in sessantadue, ma oggi siamo rimasti in diciotto. Anche la baita non è più frequentata come in passato: prima ci andavamo tutte le domeniche, ma poi per diversi anni è rimasta chiusa”.

Da qui la decisione di darle nuova vita: “Il 27 luglio dell’anno scorso abbiamo costituito un’associazione, gli ‘Amici del Carmo’, a cui si sono iscritte già 125 persone non soltanto di questa zona, cioè di Loano, Pietra e Verzi, ma addirittura di Bardineto e Calizzano. La cosa sta prendendo campo anche tra i giovani. Siamo un’associazione no profit, ma abbiamo voluto che ciascun socio avesse gli stessi diritti e doveri degli altri, in modo che tutti la sentissero un po’ propria”.

Il direttivo degli “Amici del Carmo” è formato da Giobatta De Francesco (presidente), Roberto Sattanino (vice), Piergiorgio Paganelli (segretario), Roberto Pastorino, Massimo Dellisola e Francesco Ravotti (commissione baita), Luana Isella e Andrea Calcagno (commissione turismo e cultura) e Maria Agnese Aicardi (commissione festeggiamenti); il collegio dei probiviri è formato da Giovanni Oliva (tesoriere), Franco Gallo e Renato Gotti, mentre Betti Bolognesi è nella commissione cultura.

L’associazione, come detto, ha lo scopo di preservare la memoria: “I nostri scopi sono mantenere le tradizioni attuali, far vivere la “Festa del fiore”, preservare la memoria dell’entroterra (abbiamo intenzione di creare un sentiero che ricordi la fienagione), di quelli che facevano il carbone e degli ultimi abitanti della Rocca Davio, che è stata la prima palestra di roccia della Liguria e per anni, fino al 1983, è stata abitata solo dai coniugi Capuorro, che hanno vissuto vicini alla Rocca senza acqua corrente né elettricità. hanno vissuto vicino alla Rocca senza acqua e luce”.

Tutto questo cercando di fare rete: “Collaboreremo con le altre associazioni, come il Cai o gli scout o il gruppo ‘Il Castello’ di Giustenice e tutti quanti vogliano aiutarci a far rifiorire il Carmo”.
Al giorno d’oggi “fare rete” pare essere la parola d’ordine, come sottolineano Pignocca e Boetto: “Poche settimane fa abbiamo dato vita ad una unione dei Comuni che raggruppa ben dieci paesi – ricordano i due primi cittadini – Eppure per anni ragionare andando al di fuori dei confini comunali è sempre stato un’impresa. In questo senso il monte Carmo è un simbolo, perché non è soltanto il monte di Loano o di Pietra Ligure, ma è un ecosistema che comprende tanti altri paesi. In questo senso il lavoro dell’associazione in sinergia con tante altre realtà ben simboleggia quello spirito di collaborazione che è necessario per ottenere determinati risultati”.

Ma anche la collaborazione dei Comuni è fondamentale: “Come unione dei Comuni cercheremo di intervenire in modo da sistemare la strada che conduce al Carmo, che è già stata in parte rifatta tempo fa ma necessita ancora di qualche intervento. Questa potrebbe costituire una direttrice alternativa al ‘sentiero unico’ in fase di elaborazione a livello regionale e che dovrebbe collegare Ventimiglia con Spezia”.

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