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Lega Pro, il Savona fa harakiri e l’Ancona fa festa: al “Bacigalupo” arriva una sconfitta pesante per i biancoblù risultati fotogallery

Savona. Il Savona, con qualche giorno di ritardo, si veste da “Befana” e fa un bel regalo all’Ancona che ne approfitta per tornare sulle rive dell’Adriatico con tre punti pesantissimi nella corsa per evitare la zona play out.

Tanto carbone per i giocatori biancoblù che, contro un avversario tutt’altro che irresistibile, regalano la vittoria agli ospiti confermandosi fragilissimi in difesa.

Un campanello d’allarme per la società del presidente Dellepiane che potrebbe diventare una vera e propria sirena se, nei prossimi giorni, dovessero materializzarsi ulteriori cessioni dopo quella del capitano Quintavalla.

Pesantissimi gli errori di Cabeccia, su entrambi i gol, e di De Feo che, sul risultato di 1 a 1, sciupa la più incredibile delle occasioni calciando invece di servire Giorgione tutto libero davanti al portiere ospite.

Dopo la vittoria con la Pistoiese e le polemiche legate all’addio di Quintavalla era il momento di far parlare solo il campo. Refrain ampiamente ripetuto a Savona, anche per la prima partita del girone di ritorno contro l’Ancona di mister Cornacchini, un passato importante nel calcio che conta, le parole al fischio iniziale del sig. Pagliardini di Arezzo lasciavano lo spazio al rettangolo verde.

E nessuno sentiva la mancanza del chiacchiericcio che, in settimana, piove regolarmente sulla squadra della Torretta.

Nel calcio è così. Per novanta minuti contano niente le trattative, vere o presunte, per la cessione della società; nessuna importanza per l’addio di Francesco Quintavalla, capitano di tante battaglie o per i possibili nuovi commiati che potrebbero materializzarsi nelle prossime settimane.

Quello che conta per mister Aloisi e i suoi ragazzi è giocare e vincere contro l’Ancona. O almeno provarci.

Al fischio d’inizio del secondo match casalingo del 2015 dopo l’importante vittoria contro la Pistoiese, il terzo allenatore della stagione biancoblù schiera una formazione senza tanti scossoni con i nuovi – Rossini e FIcagna – che si accomodano al suo fianco in panchina. Assenti Marchetti e Demartis per problemi fisici.

A difendere Addario, il tecnico del Savona schiera una difesa a quattro con Antonelli, Cabeccia, Marconi (con la fascia di capitano ereditata da Quintavalla) e Speranza; Carta Bramati, Cerone e Giorgione a fare da frangiflutti a centrocampo; in avanti il duo De Feo – Scappini a completare gli undici.

La prima occasione di giornata è subito ferale per i padroni di casa. Pronti via e l’Ancona conquista un calcio d’angolo. Il corner arriva al centro dell’area e Cabeccia, in modo totalmente scordinato, mette la palla alle spalle del “povero” Addario che non può niente sullo svarione del compagno di reparto.

È il vantaggio ospite che costringe subito il Savona a dover rincorrere. Ma De Feo e Scappini, isolati in avanti, non vengono innestati dai compagni di squadra e per i difensori dorici è un gioco da ragazzi evitare rischi.

La squadra allenata da Cornacchini, campione d’Italia da giocatore nel Milan di Gullit e Van Basten, resta in attesa sornione degli affondi avversari che, però, non arrivano.

I rossi marchigiani non potevano augurarsi un avvio migliore con Lori che rimane inoperoso. Al 18’ De Feo mette la palla in area ma gli attaccanti savonesi non trovano il tempo giusto per impensierire l’estremo dorico.

Al 22′ è sempre “Peter Pan” De Feo a rendersi pericoloso, o almeno a provarci, conquistando il primo corner che, però il Savona calcia malamente. Niente di fatto.

Undici minuti più tardi, è per l’ennesima volta il giocatore salernitano di scuola Milan a battere un calcio piazzato dall’out sinistro d’attacco sul quale si avventa il neo capitano Marconi ma un difensore intercetta la palla ed allontana.

La partita si trascina verso l’intervallo senza sussulti. Ci prova sempre e solo De Feo a scuotere i suoi e i tifosi presenti in tribuna.

Al 41’, il pareggio sembra cosa fatta ma il sinistro morbido del “rosso” attaccante su punizione da ottima posizione si spegne sull’incrocio dei pali.

Quando tutto sembra portare al riposo i biancoblù in svantaggio arriva il pareggio.

De Feo non demorde e, al 45′, trova l’atterramento in area di rigore con il direttore di gara che non ha dubbi: è penalty.

Sul dischetto si porta Cerone ma capitan Marconi lo stoppa designando Scappini: l’attaccante non sbaglia e manda i suoi al riposo sul risultato di parità.

I secondi 45 minuti di gioco iniziano come era iniziata la partita: corner e (mancato) intervento di Cabeccia che fa tremare Addario ma l’esito della manovra d’attacco non è dannosa come quella del primo tempo e il risultato non cambia.

Il Savona sembra più propositivo rispetto all’avvio della prima frazione e prova a spostare il baricentro più in avanti.

Al 56’, però, mister Cornacchini lancia nella mischia Paponi, attaccante con trascorsi a Parma, e richiama in panchina Sampietro. È il segnale che i dorici non si accontentano del pareggio.

Al 59’ Bondi chiama Addario all’intervento e l’estremo di casa si disimpegna senza problemi allontanando di pugno il calcio piazzato marchigiano.

Molto più complicato l’intervento che Addario è chiamato ad effettuare al 64’ sulla staffilata di Tavares; il portiere, stimolato dall’arrivo di Rossini, devia in angolo un tiro forte ma centrale dell’anconetano.

La partita ora è bella e al 65’, sulla ripartenza, il Savona ha un’occasione incredibile per ribaltare il risultato.

Su un alleggerimento dalla difesa, la retroguardia dell’Ancona si fa trovare impreparata con De Feo che si invola sulla destra, entra in area, e calcia sul primo palo ignorando Giorgione solo davanti al portiere.

La reazione del centrocampista sannita è stizzita ma non ricorda affatto quella di Osvaldo con Icardi nel match tra Juventus ed Inter.

L’errore è, però, da matita blu e mister Aloisi non ci sta e lo richiama in panchina con Spadafora lanciato nella mischia.

Gol sbagliato, gol subito: banale ma scontato nel calcio. E la conferma arriva al 72’ quando i rossi marchigiani si riportano in vantaggio.

Tavares va veloce sulla destra, mette in mezzo e trova Paponi che si avvita di testa e mette alle spalle di Addario.

Bel gesto atletico ma le maggiori responsabilità sono ancora una volta della retroguardia del Savona con Cabeccia e Antonelli incapaci di contrastare l’attaccante ospite.

Aloisi si gioca il tutto per tutto e inserisce anche Colombi al posto di un modesto Bramati. Il nuovo entrato si rende pericoloso e all’83’ ha l’occasione per dar ragione al proprio tecnico ma arriva con un attimo di ritardo sul cross di Giorgione.

È l’ultimo guizzo che serve a poco e per mister Aloisi arriva la seconda sconfitta in tre partita con la classifica che, in caso di risultati positivi delle dirette rivali, potrebbe diventare asfittica.

Il tabellino

Savona – Ancona: 2 – 1

Reti:  3’ Cabeccia (aut.), 46’ p.t. Scappini (rig.); 72’ Paponi

Savona: Addario, Antonelli, Speranza (74’ Colombi), Cabeccia, Marconi, Bramati, Carta, Giorgione, Scappini, Cerone, De Feo (69’ Spadafora) A disp.: Rossini, Loreti, Casarini, Galimberti, Ficagna, Colombi. All. Aloisi

Ancona: Lori, Parodi, Di Dio, Camillucci, Dierna, Mallus, Tulli (71’ Morbidelli), Sampietro (56’ Paponi), Tavares (84’ Paoli), Bondi, Di Ceglie. A disp.: Renzi, Cangi, Bambozzi, Cognigni. All. Cornacchini

Arbitro: Pagliardini di Arezzo (Trovatelli di Pistoia e Cinquini di Firenze)

Note. Angoli: 6 a 4. Ammoniti: Mallus (S), Cerone (S), Cabeccia (S), Tavares (A), Speranza (S). Recupero: 1’ (p.t.); 3’ (s.t.)

Commenti

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  1. Giannisv66
    Scritto da Giannisv66

    Nessuna bocciatura per i ragazzi e per Aloisi, può anche essere stata una giornata storta….se De Feo l’avesse buttata dentro sarebbe stata ben altra partita.
    Tuttavia l’impressione che si è avuta dagli spalti è che le vicende societarie piuttosto confuse di questi giorni stiano lasciando un segno abbastanza pesante sul rendimento dei giocatori; la partenza di un uomo carismatico e calciatore di grande esperienza come Quintavalla (a proposito, grazie di tutto Capitano) ha reso la squadra più fragile.
    L’Ancona tecnicamente non è parsa avere grandi mezzi (se si fa eccezione per qualche individualità) tuttavia nei momenti chiave ha rivelato una maggiore tranquillità e ha dimostrato di essere più squadra del Savona.
    E questa tranquillità deriva in primis da un assetto societario solido.
    Alla fine i tifosi hanno comunque applaudito ed incoraggiato i giocatori…..non altrettanta “bontà” c’è stata nei confronti della dirigenza.
    Che, come detto in altre occasioni, ha il dovere di essere chiara con i tifosi e agire per il bene della squadra.
    Lo smantellamento in atto dovrebbe essere giustificato in qualche maniera. Altrimenti viene naturale pensare che si voglia solo affossare questa società!