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Lavoro, nel savonese il 2015 inizia male: 185 nuovi disoccupati in due settimane

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Provincia. Aumentano nelle ultime due settimane i disoccupati in Provincia di Savona: a rivelarlo è il rapporto quindicinale dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Savona. Un dato che conferma quanto verificatosi lo scorso anno nello stesso periodo, ma con intensità decisamente più contenute: la differenza fra chi entra e chi esce risulta solo di 185 soggetti a fronte dei 302 dell’anno precedente.

I nuovi disoccupati sono principalmente di sesso femminile, ventenni e trentenni con livello di istruzione medio basso. Le iscrizioni più numerose per qualifica professionale ed in termini decrescente sono state quelle degli impiegati amministrativi, delle badante, dei baristi e dei commesso di negozio.

Nel flusso in uscita prevale la componente maschile rispetto a quella femminile, e sono principalmente i quarantenni ad essere i più numerosi. L’87,7% degli usciti dalla disoccupazione si è reinserito nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda le professioni più richieste, il confronto con l’analogo periodo del 2014 evidenzia numeri più bassi sia per la tenuta occupazionale che per il livello complessivo di domanda di lavoro. In termini di richieste di professionalità, oltre all’inserimento professionale di 117 braccianti agricoli, si annoverano anche 97 richieste di insegnanti distribuite nei diversi ordini e gradi di scuole. Dal confronto con l’anno precedente emerge una minore richiesta di insegnanti, di badanti e colf e professioni non specializzate come pulitori di locali. Rimane quasi invariata la richiesta di braccianti agricoli e di camerieri, mentre risulta in crescita la richiesta di cuochi, aiuto cuochi, guardie giurate, bidelli ed addetti alla contabilità generale.

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Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Le pessime leggi favoriscono l’esportazione di capitali e l’importazione di disoccupazione …..

    .
    Oggi, una bella giornata di sole dopo tanta neve porta a programmare un pò di lavoretti,
    .
    stiamo preparando un pò di pulizie, presi tre giacconi un pò sporchi che non verranno più usati per una decina di mesi vediamo di portarli in lavanderia.
    ma un cartellino ci avverte
    non lavare ad acqua
    non lavare a secco
    pulire solo con spugnetta.
    .
    Ecco … certa roba non si dovrebbe poter vendere in Italia
    è stata fabbricata “lontano” da una azienda italiana
    che poteva tranquillamente realizzare capi in grado di vivere per più anni (previa lavatura nel paese di residenza del compratore …… lavoro qui) invece viene prodotto all’estero e qui resta solo lo smaltimento rifiuti.
    .
    Credo che. operando in modo oculato nel “tassare” in modo differenziato i capi usa e getta (nel bidone dell’indifferenziata … essendo sporchi e non lavabili non possono essere in alcun modo riciclati) rispetto ai capi ecologicamente validi si renderebbe meno conveniente produrre in modo ignobile.
    Iva al 4% o iva al 50%? …….. questa operazione quanti posti di lavoro in più in Italia produrrebbe?

    Le tasse vanno usate per migliorare la vita dei cittadini e non per far cassa.