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Inchiesta Tirreno Power, Burlando: “Salvaguardare ambiente, salute e lavoro. Occorre intervento del Governo”

Vado. “Penso sia giusto che in questa vicenda ci si impegni per salvaguardare l’ambiente, la salute e il lavoro”.

Così il presidente della Regione Claudio Burlando a seguito dell’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalla procura della Repubblica di Savona sulle emissioni della centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure.

Il governatore si è già attivato e ha chiesto alle istituzioni extra regionali di intervenire in merito alla questione: “Ho incontrato il sottosegretario Luca Lotti al quale ho illustrato il caso e della vicenda ho informato anche il sottosegretario Graziano Delrio. Solo il Governo può venire a capo della vicenda della centrale di Vado”.

Il presidente Claudio Burlando e l’assessore regionale Renzo Guccinelli risultano indagati per il reato di disastro ambientale. Per loro si ipotizzano anche violazioni nell’iter amministrativo di concessione dell’esercizio della centrale.

Da settimane era ormai nell’aria che l’inchiesta su Tirreno Power si sarebbe allargata anche ai funzionari e ai dirigenti che hanno seguito l’iter amministrativo per l’Aia. Nelle scorse ore è arrivata la conferma dell’accelerazione dell’inchiesta, che dopo i dirigenti della centrale e la dirigente Gabriella Minervini ha visto ora l’iscrizione nel registro degli indagati di altri nomi “eccellenti”, tra cui quelli di Burlando e Guccinelli oltre ad altri funzionari della Regione e del Ministero. E non è escluso anche il coinvolgimento di amministratori locali: secondo quanto trapelato il numero degli indagati è salito a 47.

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