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Inchiesta oratori, 5 parroci rinviati a giudizio: sono accusati di aver utilizzato indebitamente finanziamenti regionali

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Savona. Utilizzo indebito dei finanziamenti regionali mirati ad incentivare l’attività negli oratori e nelle parrocchie. E’ questa, in sintesi, l’accusa contestata a cinque parroci e al presidente di un circolo Anspi (Associazione Nazionale San Paolo Italia) che questa mattina sono stati rinviati a giudizio dal giudice Fiorenza Giorgi. Per altri cinque imputati è invece arrivato il proscioglimento dall’accusa (tre “perché il fatto non sussiste”, due per prescrizione del reato).

Il caso, ribattezzato come “l’inchiesta degli oratori”, era esploso nel nel 2011 dopo che Don Giovanni Lupino aveva presentato un esposto in Procura a Savona sollevando dubbi sulla regolarità dell’utilizzo dei finanziamenti erogati dalla Regione. Le indagini dei magistrati avevano portato il sostituto Cristiana Buttiglione a chiedere il rinvio a giudizio di undici persone tra parroci e presidenti di circoli.

Richiesta che il giudice Giorgi ha accolto soltanto per sei degli imputati: Olga Bonifacino, indagata in qualità di presidente e legale rappresentante del circolo Anspi di Stella Santa Giustina, Don Natale Poligato, come parroco della chiesa dei SS. Martiri di Piana Crixia, Don Giovanni Ghilardi, come parroco della chiesa San Pietro e Paolo della frazione Voze (Noli), Don Alessandro Capaldi, come parroco Nostra Signora della Neve di via Saredo, Don Giulio Grosso, come parroco di Sant’Ambrogio Varazze, Don Antonio Giusto, come parroco Santa Maria dell’assunta di Celle Ligure.

Sono invece stati assolti da ogni accusa Don Duilio Cadei, parroco di San Bartolomeo Ellera, Don Cesare Donati, parroco di SS Annunziata di Bastia d’Albenga, e Don Davide Carrara, parroco di San Giacomo Maggiore di Salea d’Albenga. Per Don Angelo Magnano, parroco di San Lorenzo a Savona, e Gino Briano, presidente e legale rappresentante della Società Operaia Cattolica Santa Cecilia, circolo Anspi, di Albissola Mare, è stata pronunciata una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione del reato.

Per i sei imputati rinviati a giudizio l’accusa è di malversazione ai danni dello Stato perché, secondo la Procura, non avrebbero utilizzato (o non lo avrebbero fatto correttamente) i finaziamenti previsti dalla legge regionale numero 6 del 2009. Una norma che prevedeva l’erogazione di finanziamenti diretti a favorire l’attività di oratorio (“promozione delle politiche per minori e i giovani” e “valorizzazione e funzione degli oratori”).

In particolare secondo quanto gli viene contestato dalla Procura Olga Bonifacino avrebbe incassato circa 20 mila euro in tre tranche differenti e dalla prima la donna avrebbe prelevato 10 mila euro per poi metterli sul suo conto personale, mentre gli altri due finanziamenti erano stati erogati per coprire alcune spese della parrocchia di Santa Giustina per la quale però era stato concesso un analogo contributo. A Don Poligato (prosciolto per alcune delle accuse contestate relative alla parrocchia di Dego) viene contestato di aver percepito un contributo da 30 mila euro per la parrocchia di Piana Crixia per lavori mai iniziati.

Don Ghilardi invece è accusato di aver percepito ed utilizzato per altri fini il finanziamento da 27600 euro ricevuto per i lavori di una sala polifunzionale parrocchiale, un parco giochi e per il recupero del campo da bocce; Don Capaldi deve rispondere dell’accusa di aver incassato 51800 euro per alcuni lavori mai iniziati e di aver investito parte di quel denaro (in data 18 dicembre 2008) in un fondo obbligazionario collegato al deposito titoli a lui intestato; Don Grosso secondo la Procura ha investito i 37300 euro della Regione in lavori che non risultano destinati alle finalità previste; infine Don Giusto avrebbe usato i 34100 euro erogati per la ristrutturazione di un edificio esistente per pagare le rate del mutuo relativo alla costruzione di un nuovo immobile proprietà della parrocchia.

L’inizio del processo, davanti al Collegio del tribunale, è fissato per il prossimo aprile.

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